Saturday, February 28, 2009

Il sole e il nuovo blog

Ma che bella giornata primaverile su Cesenatico! Di quelle mattinate col sole che ti fan venir voglia di tornare alla natura, come diceva il mulino bianco… lì spaparanzati a prendere il sole… senza la rottura di pa..e del telegiornale che ogni giorno ti annuncia una nuova catastrofe… con le finestre spalancate per far scorrere un po’ d’aria fresca… di quelle che ti vien voglia di andare quasi in spiaggia… e dico quasi perchè stamattina mi son fermato con mio figlio ai giardini al mare, di fronte al bagno Romeo, dove sono installati i giochi per i più piccini… che non è tanto per i giochi, che quelli ce li ho anche dietro casa, ma per andare in un posto dove sai che ci sono sempre anche altri bimbi. Per intenderci, dicevo che quei giochi sono davanti al bagno Romeo, quello che ha quel cartellone con la famiglia dei simpson con le faccie bucate e le famiglie che inseriscono le loro teste e fanno foto ricordo da portare a casa.

Comunque! E’ da un paio di giorni che sto buttando giù di tanto in tanto un po’ di note per una traccia di massima da consegnare a una persona… mi han chiesto giovedi scorso di condensare in mezza pagina o poco più quello che dovrebbe essere il progetto di un blog legato al turismo… e io, spavaldamente “Bhè… mezza pagina… certo… anche meno…”… e invece la verità è che ogni volta mi vengono in mente cose nuove, dettagli importanti… e poi alla fine devo cercare di tagliare e cucire per restringere il testo… e tempo di farlo… bhè… mi trovo di nuovo ad avere altre parti importanti da aggiungere… insomma… fatto sta che sono a una facciata e mezzo e ho ancora dettagli da aggiungere… vabè!

Il progetto che mi hanno descritto è molto ambizioso, perchè si tratta di un corporate blog… ossia un blog dietro al quale sta una o più aziende turistiche… e la parte più difficile per un corporate blog è quella di trovare un blogger che sia appassionato di quello che fa… ma tanto appassionato… e che scriva anche scorrevolmente (vabè… io mi autodispenso…)… e che abbia tempo di scrivere… e che frequenti la blogosfera… insomma… è abbastanza fatica… infatti chiudono quasi tutti dopo pochi mesi… ma sto mettendo tutto nero su bianco perchè se fosse percorribile sarebbe una bella avanguardia per il turismo Romagnolo… e per un onore dare un piccolo contributo a riguardo.

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Monday, January 26, 2009

Metano e gpl

Gli impianti a metano e a GPL diventano sempre più diffusi in Italia… e se voleste venire a Cesenatico per una vacanza con la vostra auto elaborata per alimentarsi di questi economici carburanti, cosa succederebbe? Rimarreste a piedi mentre cercate un distributore disperso nella campagna Romagnola? Certo che no… anzi… la Romagna è una delle regioni più dense di distributori metano e gpl… e ovviamente Cesenatico non fa differenza. Il distributore di gpl è sulla statale Adriatica… se venite da Rimini ve lo trovate sulla sinistra a metà tra l’uscita di viale Trento ed il rotondone che porta a Cesena ed in centro… viceversa… se cercate il metano lo troverete, venendo da Ravenna, sulla vostra sinistra alcune centinaia di metri prima del rotondone… insomma… entrambi sull’adriatica e vicini al rotondone… solo che il gpl è a sud, lato terra, mentre il metano è a nord, lato mare.

A vederlo così, il post potrebbe essere anche bello che finito… insomma… non c’è troppo da tribolare a Cesenatico per fare rifornimento… e invece non è qui che volevo arrivare… infatti questo post è per agganciarmi ad una recente norma regionale di cui sono venuto a conoscenza grazie alla solita newsletter periodica che ricevo sulla casella si posta. Non sono andato a leggere la norma approvata ma, se il senso pratico è quello, ne sono un po’ preoccupato… e ne sono preoccupato perchè anch’io ho un’auto con un impianto (non vi dico se gpl o metano, tanto non cambia il senso…)… vi avverto che è un post lungo e noioso da leggere… se non avete un impianto a gpl o metano lasciate perdere…

In sostanza, al fine di favorire la presenza di distributori gpl e metano e quindi il passaggio a tali impianti da parte dei cittadini, si è deciso che ogni nuovo distributore dovrà avere obbligatoriamente anche o il gpl o il metano. Bhè… se questa norma verrà mantenuta così com’è si rischierà un’impennata dei prezzi nel medio-lungo periodo.

Il concetto di base è molto semplice… facciamo un esempio. Prendiamo altri prodotti della spesa quotidiana come i carburanti sono. Avete notato che quando andate al supermercato, alla cassa fate quasi sempre la fila? E che quando andate alla posta, fate quasi sempre la fila? E che quando andate in banca fate quasi sempre la fila? E che quando andate in autostrada a far benzina fate quasi sempre la fila? E ora… arriviamo a noi… avete notato che quando andate a far benzina, specie sui percorsi urbani, la fila non la fate quasi mai?

La benzina (ahimè) è uno di quei prodotti oggi indispensabili, a domanda rigida si direbbe (cioè… se devi andare a lavorare, la benzina ti serve e basta… fai il tuo percorso e consumi sempre una quantità di benzina indipendentemente dal costo) e quindi il prezzo della benzina, dovrebbe essere sempre mantenuto basso… o meglio… sarebbe bene liberarsene e passare all’idrogeno… ma nel frattempo sarebbe bene cercare di ricaricare sulla benzina meno costi inutili possibile.

La stessa cosa fanno i supermercati… utilizzano meno cassiere possibile facendoti un po’ aspettare per ricaricarti meno possibile i costi di struttura sulla spesa… per essere competitivi insomma… in banca idem… (vabè… sarebbe da aprire una parentesi sulla enorme quantità di sportelli recentemente aperti… ma finiremmo in un altro discorso…)… comunque… è efficiente e riesce a fare prezzi più bassi chi riesce a diluire i costi della struttura (affitto, personale, manutenzione, ecc…) su un più ampio numero di acquirenti. Cosa succederebbe se aprissero un discount, il cui scopo è dichiaratamente di avere prezzi bassi, in ogni frazione? Semplicemente i costi di struttura sarebbero troppo altri per il numero di clienti di ognuno, e fallirebbero o nel frattempo applicherebbero prezzi non troppo diversi da un qualsiasi supermarket.

E arriviamo a noi. Perchè oggi la benzina costa troppo? O meglio… la domanda è… è possibile diminuire i costi inutili della benzina? Secondo me sì… bisognerebbe avere meno distributori. Perchè ogni frazione o quasi deve avere un distributore? Che senso ha? Certo… è più comodo avere un distributore vicino dove arrivi subito non fai quasi mai la fila… ma è un vero guadagno? Certo già oggi ci sono, se non erro, distanze minime per i distributori… ma queste distanze minime sono a mio avviso troppo ravvicinate. Il gestori dei distributori, oltretutto, non è che navighino nell’oro… anzi… una riduzione delle pompe altro non farebbe che far sfruttare meglio gli investimenti nel distributore o l’affitto pagato a fine mese.

Ed ora passiamo al gpl e al metano. Dalla mia frazione, ho a disposizione ben 3 o 4 distributori di GPL tra cui scegliere nell’arco di 7/8 km… e ben 5 o 6 distributori di metano tra cui scegliere, sempre nell’arco di 7/8 km. Che uno ci pensa e dice: “Sette chilometri?? Devo fare così tanta strada per far benzina?? Io di solito ne faccio di meno… anzi… ovunque vado, ovunque sono, ho ogni tanto un distributore a disposizione…”. Siamo abituati ad avere la pompa a portata di mano… invece col mio impianto alla fin fine faccio rifornimento generalmente in uno dei 3 distributori che preferisco… e faccio spesso la fila… trovo la pompa occupata e aspetto… insomma… il gestore si ferma molto meno ad aspettare i clienti come un normale benzinaio. E inoltre, dato che son costretto a fare dei chilometri, sono più INCENTIVATO A SCEGLIERE… a scegliere quello che mi fa pagare di meno. E le voci su chi sia il più economico si rimbalzano velocemente tra la piccola comunità di coloro che hanno fatto l’impianto.

Ora… cosa succederà se aggiungeranno altri nuovi distributori di GPL e metano in zona? Aggiungeranno altri costi fissi… che pagheremo noi utilizzatori finali… e il tutto sarà scorrelato dal fatto che vi sia un numero proporzionale di nuovi mezzi con impianto o meno… ricominceremo a far carburante nel distributore di GPL o metano vicino a casa… quello che oggi è il distributore più economico vedrà probabilmente diminuire la sua clientela… e dovrà aumentare i prezzi a parità di utile… non si farà più la fila per il GPL o il metano… insomma… si creeranno costi inutili.

Ma non sarebbe meglio bloccare per un attimo la situazione? Ossia… oggi abbiamo tot distributori e tot auto con l’impianto… bene… i distributori distano mediamente tot km l’uno dall’altro… bene… ci sono aree della provincia dove c’è una minore intensità di macchine con l’impianto corrispondenti all’assenza di distributori GPL/metano nel raggio di 20/30 km? Bene… allora lì il distributore con GPL o metano lo facciamo… ma nelle zone dove il GPL/metano è a 15/20 km dal concorrente più vicino… lì un nuovo distributore, a mio avviso, NON VA FATTO… senò si aumenta il prezzo finale con costi inutili.

Lo so che il libero mercato teorizza che il “lasciar fare” crea concorrenza, crea efficienza e crea benessere… ma siccome proprio qualche mese fa’ abbiam verificato a livello mondiale che così non è… bhè… teniamoci un po’ di sani vincoli sui beni essenziali… che male non fa’… non ho dubbi sulle buone intenzioni del provvedimento ma mi auguro che vengano apportate modifiche (…eheeee… cosa mi tocca fare per cercare di non veder buttare al vento l’investimento nell’impianto della mia auto…).

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Sunday, December 14, 2008

Cabina da spiaggia tecnologica

Ammiro il design ed i designer pioneristici; mi piace stupirmi di come, reinterpretando oggetti di tutti i giorni, riescano a rendere visibilmente vecchio tutto ciò che c’era fino a quel momento. Non che il “vecchio” sia da buttare per definizione… ci mancherebbe… anzi… io poi che sono un amante delle tradizioni… ma quando vedi cose del genere, che magari potrebbero essere pure delle cabine da spiaggia di domani, rimani a bocca aperta. Bravo Ross!

P.s.: si, lo so… cabine del genere non le autorizzerebbero mai in comune… e difficilmente sarebbero acquistabili a buon mercato… oltre al fatto che tengono un sacco di posto… e che rifletterebbero il sole di Cesenatico sparandolo negli occhi dei bagnanti… ma anche chissenefrega… immaginare è gratis…

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Thursday, November 13, 2008

Il bavaglio ai blogger

Oggi esco con un’off topic; l’argomento mi sta a cuore, non posso farne a meno. Voglio fare le mie considerazioni su di una legge che rischia di essere approvata in parlamento, la cosiddetta Levi-Prodi della scorsa legislatura che oggi è ripresentata in forma modificata e che prevede principalmente 2 punti chiave: a tutti i blog si applicherà la responsabilità dei reati a mezzo stampa e, oltre a questo, chi avrà un lucro continuativo dovrà registrarsi al Registro degli Operatori della Comunicazione. I dettagli in rete li trovate un po’ ovunque.

Partiamo dal fatto che l’Italia è governata da anziani tendenti alla sindrome di eterna onnipotenza nonchè all’arteriosclerosi… ogni tanto addirittura qualcuno sviene in diretta tv. Ma non fosse abbastanza, questi vecchietti che non abbiamo mai scelto direttamente ora vogliono pure regolare la rete, di cui certamente tra l’altro capiscono poco o nulla. Ma di cui evidentemente hanno paura.

Internet è un luogo libero ma non per questo irresponsabile; anzi. Mentre in tv i telegiornali possono spararti tutte le cazzate che vogliono o raccontarti un fatto girandoti la verità come un calzino (o anche omettendola), in rete non sfugge nulla. Se dici una cazzata, prima o poi ti tanano. E te lo vengono a scrivere pure sul tuo blog. E, se cancelli i commenti, prima o poi se ne accorgono e ti sputtanano. E se chi ti vuole sputtanare lo fa solo per screditarti, in rete viene fuori e gli torna indietro come un boomerang. La credibilità è sudata e meritata; non te la regala nessuno. Milioni di micro-blogger che scrivono in tutto il mondo, e l’Italia ha la sua bella fetta, costituiscono l’ossatura di una rete che fa sì che la falsità possa durare poco. Il lettore ha tutti gli elementi per capire chi è affidabile e chi non lo è, e può scegliere, può valutare; il lettore, che non è solo lettore ma se vuole può egli stesso interagire, è libero in un luogo di libera informazione. Questa è la libertà della rete. E’ una libertà che si regola autonomamente basandosi sul fatto che la grandissima parte della gente che popola questo pianeta è onesta. Può pensarla differentemente da te, ma ognuno esprime il suo parere autentico.

Prendiamo il caso più famoso e più eclatante: Beppe Grillo e il suo blog. E’ un blog scomodo per molti perchè lì appaiono molte verità. Ma sappiamo tutto su di lui. Sappiamo che non è quasi mai lui a scrivere, ma la Casaleggio & Associati. Sappiamo che, quando ha pubblicato la notizia dell’uovo che si cuoceva tra 2 cellulari, ha preso un granchio, diffondendo una notizia che era in realtà una bufala. Su internet la verità la fa da padrone, e più grande sei e più sei soggetto al controllo naturale della massa. Io, che leggo, posso valutare e farmi una mia autonoma idea, perchè ho a disposizione tutte le informazioni possibili.

E’ così anche per i telegiornali? Posso pubblicare una scritta in sovraimpressione al tg delle 20:00 comunicando a tutti il perchè io penso che quel giornalista stia omettendo la verità? Se pubblicano una serie di articoli di giornale lecchini nei confronti di un politico, possiamo avere uno spazio dove lo dichiariamo? Se un’azienda sponsorizza un giornale locale in modo anomalo, possiamo comunicare a tutti che a noi quella cosa puzza? No che non possiamo. Non possiamo perchè una trasmissione televisiva così come un giornale sono strumenti molto meno flessibili della rete… e non possiamo soprattutto perchè non ne abbiamo diritto in quanto relegati a utenza passiva. Al massimo possiamo finire nella pagina della posta.

La rete è diversa; la rete è flessibile, è immediata, è universale ed è a oggi, specie in Italia, l’unico mezzo grazie alla quale possiamo farci un’idea della verità, grazie al micro contributo di ognuno. Non dico “conoscere la verità”, che è un concetto più filosofico che concreto, ma almeno farci la nostra legittima idea e confrontarla.

Costringere i blogger che hanno un reddito dal blog a registrarsi al ROC significa innanzitutto DISINCENTIVARE la nascita di nuovi blog (se fosse stato così, non avrei nemmeno mai pensato di iniziare a scrivere questo blog… troppe beghe per iniziare… e poi magari mi stanco dopo 2 settimane… chi me lo fa fare?) e quindi si mette un argine alla libera comunicazione. Oltre al fatto che l’anonimato non esisterebbe più. E non parlo del mio anonimato, che tra l’altro è un anonimato all’acqua di rose, quanto dell’anonimato di chi parla di mafia, di camorra, di ‘ndrangheta… chi glie lo farà fare di esporsi quando al ROC qualche mafioso può leggere il suo nome e cognome?

Quando si parla di “reddito” sui blog, si cade nella trappola dei banner e degli adsense che spesso i blogger utilizzano per arrotondare si e no 10 euro all’anno per contribuire al pagamento dell’ADSL. Ma può essere considerato un reddito concreto? E se anche lo fosse, perchè interessa il ROC? Al massimo mi dovranno obbligare a metterlo nella dichiarazione dei redditi… cosa centra il fatto che io incassi 10 o 20 euro all’anno col fatto di iscriversi ad un registro? Sono cose assurde inserite solo, a mio avviso, per schedare la rete dei blog, oramai l’unica fonte di autentica informazione.

Ma proviamo a sorvolare… facciamo che tutti eliminiamo banner e adsense… tra l’altro quello che vedete a lato sul mio blog, ve lo ricordo, non è mio ma di blog.com… è blog.com che incassa i proventi di quell’adsense… che io lo toglierei anche subito, ma per toglierlo dovrei pagare. Quindi, rispetto a questo punto, almeno io sarei salvo… niente iscrizione al ROC. Sempre che qualcuno intanto non apra un fascicolo d’ufficio… mi schedi… e poi, quando il giudice accerta che non sono io a beneficiare dell’adsense, dopo anni, dato che in Italia i processi durano anni, mi dicono “vada, vada, che è tutto ok”. Ma intanto l’anonimato si è andato a far friggere… io ho pagato fior di euro all’avvocato… magari mi prendono pure da parte e mi intimano di piantarla… che ora i miei dati sono disponibili. Ma sorvoliamo lo stesso.

Passiamo al punto successivo: i reati a mezzo stampa. Di qui non ci si scappa… se sei un blogger diventerai soggetto a tutte le pene previste per tali reati. Premesso che non conosco alla lettera i reati a mezzo stampa, anche qui… se qualcuno rompe i coglioni… tràcchete! Lo portiamo in tribunale per diffamazione a mezzo stampa… e poi un’altro… e un altro ancora… gente che magari non ha nemmeno i soldi per pagarsi un buon avvocato… gente che ha l’unica pecca di scrivere la verità… perchè se scrivessero cazzate sarebbero subito sputtanati dalla rete… e se non ti sputtana nessuno vuol semplicemente dire che non ti legge quasi nessuno… ma non importa… l’importante è punirne uno per educarne cento. I giornali, testate a cui vanno contributi pubblici, e che hanno le spalle coperte, sono equiparati al più poveraccio dei blogger. E non importa se gli mostri che il tuo blog lo leggono in 5 persone al massimo ogni giorno. Un blog è un blog e pertanto va punito. Allora perchè non puniamo anche chi dichiara le stesse cose… che ne so… in un bar al tavolo con 5 persone? Basta un testimone… ma sì… dai… a questo punto mi pare logica anche la reintroduzione del divieto di riunirsi in associazione… in fondo gli art.18 e 21 della costituzione sono troppo eversivi per i gusti di qualcuno. Se dobbiamo punire la libertà di pensiero, puniamola tutta e che non se ne parli più.

Credetemi; non prendete sotto gamba questa legge. E la cosa che mi spaventa di più è che è stata presentata sia sotto il governo di un colore che sotto un governo dell’altro colore. Non c’è coalizione che tenga; nemmeno io so bene a chi affidarmi ora come ora.

Ma di una cosa sono convito; ossia che l’informazione rimarrà libera e lotterà per la sua libertà. Se entrerà in vigore questa legge… sapete cosa farò? Bhè… regalerò questo blog ad un mio amico di San Marino… (cioè gli chiederò di poter scrivere per lui)… il dominio blog.com non è su un server Italiano… e i Sanmarinesi non sono soggetti alle leggi Italiane… quindi continuerò sotto mentite spoglie (ancora più mentite!) a scrivere quello che penso, con la facoltà di essere sputtanato ogni volta che dico una cazzata e confermato ogni volta che condividete il mio pensiero. Anzi… dato che quei furbini hanno pure messo su il mandato di cattura europeo… quasi quasi entro in una chat delle Cayman Island o di chissà quale sperduto atollo e chiedo in prestito l’identità a qualcuno di loro.

Noi tutti oggi siamo la nuova Resistenza; chi scrive liberamente e chi vuole informarsi liberamente, al di là di ogni colore politico. No al bavaglio dei blog.

La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.“, James Baldwin

P.s.: debbo ancora una volta ringraziare Marco dell’edicola Scarabocchio di Cesena (diciamola tutta… in via Ravennate 2464/2466… se siete di mano prendetelo lì il giornale… insomma… mi debbo sdebitare…) che mi ha fatto il favore di mandarmi anche la scansione dell’articolo apparso sabato scorso sulla cronaca del Rubicone del Corriere di Cesena… e lo trovate pure qui a lato nel box “Dicono del blog”… arigrazie Marco!

Posted by Cesenatico at 12:49:25 | Permalink | Comments (3)

Friday, November 7, 2008

Proposta turistica

Dato che oltre i confini comunali c’è un neo-costituito comitato per il folklore, in contrapposizione a quello comunale… e dato che vorrebbe ri-fare carnevale e presepe meccanico… e dato che il suo comune, che lo ha mandato a quel paese, pare gli neghi i permessi… ho una proposta!

Perchè non gli diamo le autorizzazioni noi a Cesenatico? Un carro del carnevale in fondo era da tempo anche di Sala… facciamo un carnevale in primavera sotto al grattacielo e poi lo riproponiamo d’estate a Valverde come al solito (entrambi turisticamente appetibilissimi)… e poi a Natale un presepe meccanico in piazza Ciceruacchio o in piazza Costa… così oltre ad essere tornato l’albero nella piazza di Garibaldi o Pisacane che dir si voglia, facciamo l’en plein… che ne dite? Gambettolesi rifiutati, siete all’ascolto?

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Thursday, November 6, 2008

I comitati di quartiere

Finalmente dopo tanto tempo leggo una bella notizia di cui chiacchierare un po’, notizia riportata oggi da tutti i 3 quotidiani locali sulla cronaca di Cesenatico: a breve verranno istituiti dei comitati di quartiere. In sostanza la città verrà divisa in 8 zone, accorpando o meno le frazioni ed i quartieri attuali, e per ognuna verrà eletto dai cittadini un gruppo di rappresentanti che varierà dai 5 agli 11 membri, con tanto di presidente e vicepresidente.

Ora; ai turisti fregherà di certo poco, mentre i residenti interessati avranno sicuramente già letto l’articolo… quindi io che ci sto a fare qui? Ma ovviamente ad aprire un post con tutte le mie elucubrazioni mentali… a dire la mia insomma… due chiacchiere a cui spero facciano seguito i vostri commenti in proposito. Anche perchè in alternativa avevo in mente un post sulla piscina di Cesenatico, ma, dato l’interesse ancora più scarso che posso immaginare, ve lo risparmio.

Comitati di quartiere, dicevamo. Dato che Cesenatico è una cittadina di neanche 25.000 abitanti non ha (giustamente) l’obbligo di istituirli e, viceversa, non credo possa nemmeno istituirli con onere per il comune, tant’è che tali comitati non riceveranno un euro per le presenze, i rimborsi spese o chissà quale altro costo di sostentamento. E questa è chiaramente cosa buona e giusta.

Una riflessione mi è sorta spontanea, invece, quando ho letto i ruoli di questi comitati: puramente consultivi… in sostanza… il comitato è un tramite tra il comune e la cittadinanza locale per raccogliere informative e riassuntivi delle esigenze della collettività. Si diceva anche, tra le motivazioni di questo intervento, che si fa in modo di istituzionalizzare degli organi che, in diverse aree, erano già nati spontaneamente per opera di gruppi di cittadini.

Ora la riflessione è questa: se il ruolo è puramente consultivo… e se dove c’erano delle forti richieste il comitato c’era già… a che servono? Cioè… faccio un esempio di carattere nazionale… vi ricordate quando hanno istituito “Mr.Prezzi”, sotto l’ondata di aumenti speculativi dei prezzi dei generi di base? Bhè… premesso che c’era già un’autorità che poteva accollarsi tali controlli (ossia l’autorità garante per la concorrenza ed il mercato… l’autorità antitrust, insomma…)… dicevo… ma che ha fatto fin’ora? Di fatto non ha poteri sanzionatori… ed è lì… che monitorizza il mercato… convoca i produttori… rende noti aumenti ingiustificati (che chi va a fare la spesa, già conosce)… insomma… dato che non conta quasi nulla… a chi giova, in soldoni? Secondo me tra qualche anno lo tagliano come “ente inutile” e riconducono tutto all’antitrust, che almeno ha poteri sanzionatori.

E così vorrei fare un parallelo con questi consigli di quartiere; perchè aggiungere un altro strato (senza poteri) tra il cittadino e l’amministrazione comunale, che è la più vicina delle amministrazioni pubbliche? Se il cittadino, che non ha poteri, da domani si sentirà dire che le legittime lamentele le deve presentare ad un altro organo, che non ha poteri nemmeno lui, vedo un po’ la rappresentanza diluirsi di un passaggio. A meno che a presiedere o comunque ad essere presente ai comitati ci sia sempre almeno un consigliere comunale, possibilmente di maggioranza, ma magari pure uno di minoranza, e possibilmente eletto in zona. Senò diventa un po’ come il circolo del bar… e le discussioni diventano chiacchiere da bar.

Teoricamente oggi dovrebbero essere proprio i singoli consiglieri comunali (che hanno potere di voto) a raccogliere e sintetizzare al consiglio comunale (che vota e quindi decide) o all’assessore (che spende e quindi decide) le esigenze della cittadinanza. Mi immagino domani: ho una richiesta di interesse pubblico… ne parlo ad un membro del comitato (che non ha potere)… che a sua volta ne discute nel comitato (che non ha potere)… e a sua volta il presidente del comitato (che non ha potere) porta la mia e le altre questioni all’assessore… funzionerà così? Bho…

Non è una stroncatura, anzi; le mie sono domande dettate unicamente dalla grande curiosità  e sicuramente andrò ad ascoltare durante la presentazione dell’iniziativa nella mia zona. Tutto dipenderà dall’autorità effettiva di questi comitati… che se la gente chiede con forza una cosa… e il comitato ascolta… il comitato riporta… il comitato tiene sotto controllo… ma poi non cambia nulla… ecco che la gente si incazza… ma rischia poi di incazzarsi con il comitato (che non ha poteri, e quindi più di tanto non può fare) piuttosto che con chi ha il potere di scegliere se accogliere o meno l’istanza. Certo poi il comitato può puntare il dito contro chi ha rigettato la richiesta… ma la vedo dura, a meno che non nasca in un contesto più ampio di contrasto politico magari tra un presidente del comitato, sostenitore della minoranza, e un amministratore della maggioranza.

Non lo so… non ce l’ho chiara chiara… ma mi posso già rispondere che se l’efficienza dei comitati non mi soddisfa, posso sempre continuare a rivolgermi al singolo consigliere comunale come se nulla fosse cambiato. La curiosità è tanta… e magari alla fine mi candido pure io… chissà… di sicuro vi terrò aggiornati!

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Sunday, October 19, 2008

Dieci anni fa’

Sabato scorso sono andato con famiglia al cimitero di Cesenatico, in quel di Ponente. Ci siamo andati per i fatti nostri, ma entrando è sempre impossibile non notare, ai margini dell’ingresso, i cartelli che indicano dove trovare la tomba di Marco Pantani. Faccio quello che devo fare e poi mi incammino lentamente anche verso la sua tomba. L’avevo visitata solo all’inizio, quando ancora era provvisoriamente in un loculo a parete che a terra mostrava ancora un’enorme quantità di omaggi al campione, nell’anno della scomparsa.

Oggi invece è in una costruzione circolare (non so come si chiamino…) che all’estremità superiore sale a chioccia fino in punta, certamente a ricordare le tante salite che gli avevano fatto valere i titoli di quegli anni gloriosi. All’interno diversi omaggi ed un libro delle presenze dove tanti suoi ammiratori hanno lasciato un messaggio o anche solo una firma.

Ma non è mia intenzione parlare di cose tristi, bensì di ricordare i momenti belli, anzi, un momento bello… il Pantani-Day. Lo ricordo perchè in città non si trovava più un pezzo di stoffa rosa o gialla, i colori del giro e del tour, neanche a pagarlo oro… e poi tantissime strade chiuse… traffico più che durante l’annuale festa di Garibaldi… noi che, come tutti, avevamo parcheggiato lontanissimo ed eravamo arrivati in piazza a piedi in ritardissimo dato il blocco del traffico… e in piazza per modo di dire, data l’enorme calca di quella sera… ma tutta Cesenatico, e non solo, non voleva mancare per nulla al mondo a quell’evento.

Bhè… quella giornata mi è venuta in mente poco fa’ capitando per caso su di un articolo della Repubblica, del 14 Agosto del 1998… sono passati già 10 anni… è quasi impossibile crederlo. L’articolo iniziava così:

CESENATICO - Dopati sì, ma di passione, per il Pirata in giallo, in una Cesenatico in giallo. Più di ventimila tifosi, in giallo, per trasformare il giorno del ringraziamento in un carnevale di colori, tra tricicli giganti, tandem e scooter giallorosa. Questo è il P- day. E tra i tanti arrivati sull’Adriatico spunta il premier- ciclista Romano Prodi, accompagnato dalla moglie Flavia Franzoni. Una visita “da sportivo” solo per dire a Marco Pantani: “Complimenti e grazie”. Il resto è sagra da strapaese, con le bandane che da 5000 lire son passate a 20 mila - gli affari sono affari - con i canti di grandi e piccini dedicati alla “Rumagna”. Numeri da capogiro nel giorno del Pantafestival: 20 mila piadine, 1000 chili di salame, 5000 litri di vino distribuiti dalle 16 alle 2 di notte, con la gente in strada a far baldoria fino all’alba. (… leggi tutto l’articolo…)

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Wednesday, October 1, 2008

Viale Carducci diventa un marchio?

Ero quasi rassegnato a non aver nessuna notizia interessante da leggere per oggi, quando in un bar ti leggo questa bella novità per penna della sempre presente Nicoletta Brina; il viale Carducci diventerà un marchio. Per quanto ho capito (ma non è detto che poi abbia capito del tutto…) l’idea nasce innanzitutto dall’opportunità di accedere a fondi statali destinati a chi voglia investire su assi commerciali ben definiti… e quale asse più adatto del mio caro viale Carducci, che tra l’altro un post si e uno no non manco mai di nominare?

Ora… al di là del fatto che verrà creato una sorta di marchio di qualità “Esercenti del viale Carducci”… quello che non ho capito è come verranno utilizzati i fondi… o comunque i tipi di interventi previsti dalla legge che ha emanato questo fondo. Bhè… le opportunità sarebbero tante… (pure troppe per quello che posso immaginare siano i fondi di una legge statale…).

Un mio pallino sarebbe sempre quello di vedere trasformare il viale in un museo all’aria aperta sulla storia di Cesenatico da Ad Novas a Porto Cesenatico fino alla Cesenatico turistica degli anni ‘60. In viale Ceccarini, a Riccione, tengono appese agli alberi (o almeno tenevano, perchè è un po’ che non ci vado) le gigantografie di personaggi famosi che hanno soggiornato in città… bhè… il patrimonio culturale di cui si può far lustro Cesenatico direi che va ben oltre… un’iniziativa analoga sulla storia fotografica della città sarebbe di grande impatto… che il turista mica nasce imparato… ma sempre più spesso gradisce sapere, oltre che cazzeggiare…

P.s.: … oramai la decisione pare irreversibile… un comune molto vicino a Cesenatico ha una celebre manifestazione ogni anno… ma la fame di poltrone di un partito, che oggi è azionista di maggioranza di un altro partito, porta a destituire di punto in bianco il comitato organizzatore… così… magari per presunta poca trasparenza… e per dare in mano l’organizzazione ad una persona di un ente vicino al primo partito citato… così… anche senza esperienza o comprovate capacità… ma la ragione politica prevale… che tristezza… speriamo che storie del medioevo come questa cessino prima o poi di esistere in Romagna…

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Tuesday, September 16, 2008

Il temporale e l’autunno

Si dice che dopo ferragosto la stagione balneare sia finita. In realtà le ultime due settimane di Agosto fanno tranquillamente parte della movida Cesenaticense e, anzi, sembra da qualche anno che le aziende vogliano riaprire sempre più tardi… ma si… tanto fino ai primi di settembre sono tutti in ferie. E poi settembre arriva; riconosci un po’ di tristezza post-estiva quando vedi che alle 20:30 non ci sono più i vigili urbani a chiudere il tratto di viale Carducci che, quindi, non si trasformerà più in isola pedonale ma rimarrà tutte le sere ad uso e consumo delle auto in transito. E poi la gente… meno turisti… più parlate Romagnole probabilmente di residenti dell’entroterra che per sentirsi ancora in ferie passeggiano avanti e indietro tra un aperitivo ed uno sguardo alle vetrine.

Certo, settembre è il mese del turista che vuol spendere poco… i gruppi organizzati di anziani… ma anche i liberi professionisti che, potendo scegliere autonomamente quando spendere i propri soldi, vengono a Cesenatico in questo periodo… qualche commerciante conferma che a giugno e settembre con quei pochi si vende forse di più che ad agosto.

Ma settembre è un mese ad orologieria… dopo la prima settimana, generalmente tranquilla dal punto di vista climatico, i bagnini stanno col naso all’in sù per scrutare il cielo, sperando che un temporale, anzi IL temporale, arrivi più tardi che si può. Il temporale di metà settembre, infatti, è quello che si porta via il clima caldo e, quindi, l’estate e, quindi, i turisti, pure quelli locali pendolari. Inizia una mattina, leggero leggero, con quelle nubi da ovest, sui bassi crinali delle colline cesenati, e poi attacca… magari intermittente… con una pioggia fine che tutti sperano dia solo una rinfrescata al caldo afoso.

E poi smette. Ma è solo una tregua perchè il giorno dopo ritorna ed è tanto carico da proseguire anche per due giorni di seguito. Il sole per qualche giorno non riscalda l’aria, la pioggia raffredda la terra e trasforma le spiagge in luoghi inaccessibili. Sul viale Carducci si ammassano a terra, portati giù dal vento e dal peso dell’acqua, strati di aghi di pino umidi.

E’ il segnale, ed è quello che è successo in questo week end; l’estate è finita. Il clima potrà regalarci ancora qualche fine settimana in spiaggia, confidando magari in qualche prossima giornata di sole e cielo limpido, ma alla sera ci vedrà passeggiare tra i locali con le maniche lunghe… ci farà riporre nell’armadio le infradito per un paio di scarpe un po’ più coperte… e, inesorabilmente settimana dopo settimana, aggiungerà un capo di abbigliamento al nostro look.

Poco male per chi deve stare chiuso in ufficio tutto il giorno a lavorare, si dirà… e comunque Cesenatico è bella da vivere anche senza spiaggia… anzi, chissà che lo scheletro del nostro concittadino, di cui ho parlato qualche giorno fa’, non susciti tanta curiosità da spostare masse di vascheggiatori dal lungomare verso il più interno Antiquarium.

Sia come sia, l’estate a Cesenatico è finita; l’ultimo temporale ha dato il benvenuto all’autunno.

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Thursday, September 11, 2008

Digital divide

Stamane in pausa leggevo questo bellissimo articolo sulla Repubblica online. Parla dei pescatori di uno stato dell’India che sono riusciti a migliorare il loro tenore di vita non tanto grazie alla carità piovuta dall’alto quanto per merito di un banale strumento di comunicazione: il telefonino. Grazie a questo possono mettersi in contatto con tutti i mercati, già dalla barca, e capire dove vendere il loro pesce, riducendo a zero lo spreco di pesce da buttare ed aumentando i profitti. Gli strumenti di comunicazione, a quanto pare, hanno fatto più della carità. Pensavo: e cosa succederà quando avranno internet sulla barca che automaticamente gli colloca il pesce sui mercati senza bisogno di chiamare nessuno?

Questa piccola storia mi ha fatto riflettere ancora una volta sulle straordinarie possibilità della rete. Rete intesa non come mera pagina web ma possibilità di essere connessi, tramite qualunque strumento. Pensavo a David, un ragazzo Belga che mi ha contattato sul blog per conoscere Cesenatico ed avere informazioni sui posti da visitare (e per sua fortuna mi ricordo ancora un po’ di inglese); un dialogo che è proseguito con numerose email e che gli ha praticamente già riempito l’agenda dei posti da visitare… un po’ come avevo fatto io per il mio viaggio in Grecia… zero pubblicità, solo comunicazione di esperienze. Pensavo alle tante attività che su ebay smaterializzano pian piano i costi di agenzia e le sedi pompose, e automatizzano tutto il processo dalla vendita all’emissione della fattura.

Vi posso confermare (ma chi ha l’abitudine di leggere i blog sicuramente già lo sa), che il commercio online è qualcosa di estremamente vivo: prima di quanto pensiate chi non è in rete, o chi non lo è abbastanza, sarà tagliato abbondantemente fuori dal mercato. “Eh, si… ma internet va bene per fare il sito web o mandare le email, che oggi ce l’hanno tutti… ma il fatturato si fa vendendo come si è sempre venduto… forse tra 10 anni…”. Forse tra 10 anni un par di palle. Tutti i modelli di business, in particolare il commercio, dovranno essere ripensati; il 50% degli esercizi chiude entro i 2 anni dall’apertura. Gli ipermercati, che pure non offrono prezzi molto convenienti, rubano i clienti ai piccoli esercizi, eppure si lamentano anche questi. In particolare nel momento in cui i soldi in tasca sono pochi, l’efficienza e la capacità di rivolgersi ad un ampio mercato, anche se sei piccolo, sono opportunità che si debbono cogliere. La comunicazione globale sta per rivoluzionare tutti i mercati come ancora non ha fatto, specie in Italia.

E Cesenatico cosa centra? Bhè… pensavo a cosa succederebbe se tutte (tutte) le stanze disponibili degli alberghi fossero in rete… se tutti gli appartamenti in affitto ancora disponibili fossero in rete… se tutte le esperienze (incluse quelle negative) dei turisti italiani, di quelli esteri e dei residenti fossero in rete. Cesenatico esploderebbe, turisticamente parlando. “Vabè, ma se funzionasse lo avrebbe già fatto qualcuno, non credi?”. Le solite vacue obiezioni… ma i pescatori dell’India, intanto, oggi non hanno più sprechi e collocano tutto il pesce sui mercati del paese.

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