Che spetàcolo!
Sarò fissato… ma per me il mare in burrasca è sempre uno spettacolo…
Sarò fissato… ma per me il mare in burrasca è sempre uno spettacolo…
Giornata di pioggia… porcamiseria… per quanto è stato soleggiato ieri… per quanto è brutto oggi… ma vabè… cazzeggiare per cazzeggiare mi son detto che un bel post ci stava bene a quest’ora… nulla di chè… il racconto di un sabato sera tranquillo (anche perchè se escludiamo le rimpatriate solo-uomini, poi tutti i miei sabati sera sono sempre tranquilli oramai…), sabato sera passato in quel del lungomare Cesenaticense.
Prima di passare al noto localino protagonista del titolo di questo post, abbiamo optato per una pizza tra amici alla Caveja, in quel del lungomare di Valverde… pizza un po’ tarda… verso le 21:45… di quelle che non hai neanche tanta fame ma è giusto per sedersi a far due chiacchiere. La pizza era buona… o meglio… io non sono un gran buongustaio… diciamo che a me piacciono un po’ tutte le pizze… non fosse che il cameriere porta le 5 pizze dei miei amici, tutte tranne la mia insomma, e poi dice “Avete anche un’altra margherita, vero?”… e io… “No, veramente manca la mia al prosciutto cotto”… attimo di sbiancamento… ripresa… “Ahaa… si… giusto… al cotto”… e dopo poco arriva la mia pizza… una margherita con sopra delle fette di prosciutto cotto non cotte nel forno a legna e quindi evidentemente aggiunte dopo a riparare la probabile dimenticanza del pizzaiolo… ma vabè… era buona lo stesso. Non prendiamo nemmeno il dolce ma solo un caffè per sperar di resistere svegli e attivi fino a un po’ più tardi del solito, e imbocchiamo l’uscita per raggiungere altri amici, appunto, al Bodeguilla.
Il Bodeguilla è un minuscolo localino poco a sud del grattacielo (poco dopo la sala giochi Il Dollaro) che si estende quindi più che altro, per chi lo frequenta, sul marciapiede e sul bordo strada agghindato con tavoli e sedie di varia natura. Il nome caraibico rispecchia forse appieno il suo look semplice e forse pure fai-da-te, lontano dagli arredamenti di lusso in teak o da comode poltroncine. Insomma… i ragazzi che frequentano il luogo lo fanno più che altro sapendo che si drinka prevalentemente in piedi, anzi, proprio in piedi e in mezzo al passaggio per conversare in cazzeggio tra i frequentatori prevalentemente Cesenaticensi.
E’ un locale genuino… quasi mi sento di gemellarlo all’Approdo di via Pasubio… un locale da battaglia dove insomma generalmente non ci si mette a sedere, dove generalmente non si balla e dove non si beve neppure la mia amata Bacardi Breezer (n.b.: ho fatto pubblicità occulta, anzi esplicita, dato che ne sono dipendente). Infatti arriviamo… riusciamo a sottrarre due sgabelli giusto per far sedere le consorti… e poi noi cavalieri andiamo a prendere da bere al banco (ahhaa… chiaramente non c’è neanche il servizio al tavolo… anzi… non c’è neanche il cameriere che ti viene a chiedere cosa vuoi, che io sappia…)… dicevo… entriamo dentro e ci dirigiamo a prendere da bere. Nell’angolo a sinistra c’è un dj che mixa musica mentre al banco bar 3 giovani baristi (che sicuramente tutti i frequentatori più abituali, cioè non io, conoscono per nome e conognome) servono da bere. Il clima amichevole, tipico Cesenaticense direi, si percepisce anche dal fatto che se vuoi una bottiglia di birra te la prendi da solo nello sportello frigo dalla parte opposta al banco… cioè… in tutta quella calca di gente hanno fiducia nel fatto che chi apre liberamente lo sportello poi effettivamente va verso la cassa a pagare… o che comunque nessuno se ne prenda due e, imboscandosene una, vada a pagare solo l’altra.
Però, come dicevo, non hanno il mio bevirone preferito… infatti… “Un Bacardi Breezer!”… mi guarda storto… “Non ce l’ho…”… “Ahaa… allora una Smirnoff Ice?”… storto di nuovo… “Non teniamo quelle bevande chimiche qui dentro”… “Mhmmm… vabè… allora una Vodka Russian”… e poi il dialogo va avanti sull’opportunità o meno di perire per tali sostanze tossiche ed io che sostengo che se proprio devo morire preferisco scegliere io di cosa. Ma discussioni funebri a parte, prendiamo i nostri bicchieri e ce ne torniamo fuori alla base.
Arriva qui il momento del grande avvistamento; i Cesenaticensi frequentatori del locale, nonchè iscritti a facebook, sicuramente conoscono questo gruppo, dedicato a tal Benito/Benny del Bodeguilla. L’intestazione dice un po’ tutto: “Il celebre BENNY di Cesenatico, assiduo presenzialista estivo al Bodeguilla, dietro a quell’aria di grezzo uomo di mondo cela la sua vera identità di scrittore di prosa e poeta. Seguendo le orme dei vari poeti e scrittori maledetti (…), il nostro Benny ha steso su carta una quantità impressionante di opere letterarie comprendenti migliaia di poesie e centinaia di racconti, (…). In una intervista del 1994 disse: “Vivi in una città per tutta la vita, e impari a conoscerne ogni angolo e strada. Hai in mente la mappa dell’intera area. Hai sempre la consapevolezza di dove sei… Da quando sono cresciuto a Cesenatico, ho sempre avuto la sensazione geografica e spirituale di essere qui. Ho avuto tempo per imparare questa città. Non riesco a vedere nessun altro posto oltre a Cesenatico”.
Lo scopo di questo gruppo è quello di vedere il nostro caro amico sotto un’ottica diversa, non solo quella dell’alcolizzato, del diverso, del porco, del buffone che striscia per terra imitando un soldato nella palude, ma bensì per fare in modo che la prossima volta che lo incontriate, possiate scambiare due parole e dire la vostra sul movimento Beat, sul modo di scrivere di Anton Čechov, sui viaggi di Ernest Hemingway, sulla riscoperta di John Fante o di Knut Hamsun.
Perchè se lo vedete vomitare alle 10 del mattino attaccato ad un albero, non ha bevuto troppo, sta semplicemente cercando di mostrarci ciò che ha dentro di sè.“
Ora… che abbia scritto o meno poesie o che abbia o meno rilasciato interviste non lo so… e sicuramente il gruppo nasce per puro intendo goliardico… ma vederlo arrivare tentennando mentre prende tutti i bicchieri dei tavoli e li impila… un sopra l’altro… e poi ancora… e poi sottraendo pure i bicchieri ancora pieni dei frequentatori (che poi rapidi cercano di riprenderseli)… fino a fare un’alta pila che tutti pensano “Adesso cade per terra e sfracella tutto”, in un’onda di gente che impaurita si apre al suo incerto e traballante passaggio… bhè… anche quello è un piccolo spettacolo che vale la pena vedere. Non essendo assiduo frequentatore non so se ritiri i bicchieri di continuo… anzi… secondo me neppure lavora lì ma semplicemente lo fa perchè lo vuole fare… però anche questo è un dettaglio genuino di un locale terra terra.
Insomma… questo è quanto… turisti che cercate la pista per ballare, che cercate la musica da privè esclusivo, che cercate il lussuoso divanetto in pelle bianca e che cercate donzelle in eleganti abiti da sera… se cercate tutto questo… non andate al Bodeguilla. Ma passate lo stesso qualche serata al Bode, com’è chiamato in gergo, perchè lo spirito genuino di Cesenatico è tutto lì… nascosto tra un bicchiere di vodka russian e qualche gruppo di ragazzi in piazza che alle 11 di sera gioca a pallone tra il grattacielo e il Grand Hotel.
P.s.: ero indeciso se pubblicare questa foto che mi hanno segnalato… ma mi son detto che non era il caso… preferisco i paesaggi locali…
P.p.s.: ricordo a tutti i frequentatori del blog che mi fa piacere se diventate fan dello stesso su facebook. In pratica siete nè più ne meno moralmente obbligati a farlo.
“Buongiorno, carissimo sconosciuto…..ma magari ci conosciamo anche, chissà!!! Leggo con molto interesse e curiosità quello che scrivi su Cesenatico. Io adoro Cesenatico!
Ti scrivo per segnalarti questa curiosità: proprio ieri ho visto sulla rivista focus di questo mese, tra le foto inviate dai lettori, una che ci interessa da vicino: uno ha inviato una foto segnalando una strana torre bianca in mezzo al mare, chiedendo se qualcuno era in grado di dare una spiegazione ad una simile presenza, visto che sappiamo bene che non ci sono torri bianche davanti alla nostra spiaggia!!!! cosa sarà stato?? dicono che forse era una trivella per il gas metano, ma di così non ne ho mai viste! ci dai un’occhiata?? magari sai dire cos’è! o magari è un’altra curiosità sulla nostra bella cittadina!
inutile dire che adesso abito in un altro bruttissimo posto!!!!! (leggi omissis)
Detto questo! Penso che la foro che vedrò sarà quella che anch’io, in lontananza, vedo ogni estate praticamente come piccola sagoma sfuocata all’orizzonte… la vedo dalla spiaggia libera di fianco al bagno Marconi ma, data la distanza, penso si possa scorgere un po’ ovunque. Anch’io ho sempre pensato fosse un impianto di estrazione di metano o di non so che altro… qualcuno dei lettore del blog ha indicazioni più dettagliate a riguardo?
Ho fatto torrentismo per 3 estati di seguito, quando non ero sposato. Il torrentismo è quell’attività in cui ti metti una muta e un salvagente e poi percorri un fiume letteramente a mollo; coi tuoi movimenti controlli la traettoria, affonti le discese e c’è pure tempo per qualche tuffo da speroni di roccia a 4 o 5 metri dall’acqua.
Bhè… le prime due volte è stata un’esperienza di divertimento… come dire… ti insegnano “a secco” come cavartela nelle situazioni di emergenza, qualche prova delle posizioni, e poi tutti in acqua. La terza volta invece è stato diverso; più che una lezione sulle situazioni di emergenza è stata una vera e propria educazione al fiume. Scopri che la maggior parte delle persone che, durante torrentismo “libero” o cadute accidentali in fiume, hanno la peggio… diciamo che hanno la peggio perchè hanno come comportamento istintivo quello che sfidare la forza del fiume… tipo nuotare controcorrente fino a che le tue forze cedono e ti lasci andare. Salvare una persona caduta in un torrente è molto facile; basta tirargli una corda e, afferrata, non fare nulla se non tenerla stretta… il torrente porta direttamente la persona a riva… mai tentare di tirare la persona verso di sè… si perdono le forze finchè non ci cede la presa. Anche da soli è facile salvarsi; capo sempre a monte fuori dall’acqua, senza preoccuparsi degli schizzi in faccia, e piedi rannicchiati a valle, per ripararsi da urti contro sassi. Basta nuotare leggermente in modo da modificare leggermente la propria traettoria verso la riva… ma non verso una riva qualsiasi… bensì verso l’insenatura della prima curva che si riesce a scorgere… e mai, mai, mai aver paura di lasciarsi trascinare dalla corrente. Insomma… più che una lezione di preparazione al torrentismo è stata una vera e propria educazione al fiume, utile a livello generale.
E arrivo finalmente al punto… è del fiume che vi voglio parlare? Cerco che no… che salvo un tratto di Pisciatello-Rubicone (profondo generalmente si e no mezzo metro) di fiumi a Cesenatico non ce ne sono… e allora? E allora volevo tramutare questa mia esperienza in un pretesto per parlarvi dell’analoga educazione al mare… e prendo spunto dal fatto che domenica mattina, a zonzo col mio pargoletto, ho visto uscire dai moli un’imbarcazione che, a traino, di portava dietro tante barchette a vela (i cosiddetti “topi di mare”) con ragazzini credo di neanche 10 anni ai rispettivi timoni… un po’ come una papera e i paperelli dietro di lei al fiume. Se non erro tali lezioni sono organizzate dal Circolo Vela di Cesenatico.
Penso che sia un’esperienza molto bella quella di conoscere il mare, ma non solo per imparare meramente a veleggiare con piccole imbarcazioni… ma anche per una vera e propria educazione al mare… per imparare a conoscere i venti (e non fare come me che a 15 anni uscii in windsurf col garbino che mi portava verso gli scogli…)… per imparare a conoscere i segni del cielo e interpretarli… e chiaramente per imparare le regole della navigazione nonchè per evitare che i pargoli, presi oggi dalle fobie dei genitori che hanno paura un po’ di tutto, crescano con la paura del mare.
Non so se le lezioni facciano un quadro completo dell’educazione al mare… e certamente il mio piccolo è un po’ piccolo per essere iscritto… ancora alcuni anni… però, cari turisti, qualora veniate a fare una vacanza in quel di Cesenatico provate a iscrivere i vostri pargoli a 2 o 3 di queste lezioni… credo siano di quelle esperienze che ti rimangano dentro per sempre.
“(…) D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so
Quando arriva e quando parte (…)“
Come foglie - Malika Ayane
Non sono qui a parlarvi di musica bensì del parco archologico della rocca di Cesenatico… eggià… perchè dato che mio figlio al mattino, quando siamo sempre di corsa per prepararci, non si sveglia nemmeno con le bombe… chiaramente il sabato, che potremmo tutti dormire di più, si sveglia alle 7:45 e ti subissa di domande fino a che te dici… va bene… svegliamoci e buonanotte… e allora? E allora prendo il mio piccolo onde lasciare libera la moglie nelle incombenze di casa e mi avvio verso quel del bar, che senza almeno un paio di giornali locali non carburo al mattino.
Solo che stamattina non c’erano grandi notizie… (avete letto ieri della casata von Cesenatico? Ecco… quella era una notizia curiosa… ma dai… non mi possono adottare che lo voglio anch’io il fregio di von Cesenatico?…)… comunque… leggo velocemente che da Rimini rompono perchè non vogliono che si usi il nome Nuovo Fiore per la gelateria che si aprirà all’ex Lidò… (io allora propongo “Il Fiore di Cesenatico” così glie lo mettete nel c… ehm… nel cavillo volevo dire…)… insomma… chiudo il giornale… pago… e mi avvio verso quel di Cesenatico centro per fargli vedere le barche. Solo una vasca… per vederle dalla macchina dato che fa freschino data l’ora e l’aria troppo fresca… ma non quelle del portocanale… intendo quelle dei pescatori, percorrendo il lungomolo di levante dalla capitaneria di porto e sù fino all’inizio della zona pedonale (ne nell’ultimo tratto di lungomolo fino alla pseudo-vela pseudo-monumentale neanche si può… ma pazienza.
Stavo per tornare a casa quando dalla statale mi è venuto lo schiribizzo di girare nell’arteria che si dirama dalla bretella di decelerazione e di andare verso il parco archeologico della rocca… (tra l’altro mentre mi avviavo verso il parco c’era la canzone che ho riportato a inizio post… centrava solo per quello…)… comunque qui vi volevo… perchè a parte vederlo da lontano o in foto non c’ero mai stato. Ho avuto conoscenza del fatto che è già in previsione la cosrtuzione di un ponticello pedonale che permetta di accedervi dal parcheggio fronte canale, più o meno vicino alle sbarre della ferrovia… e per questo non c’ero mai stato… è difficile capitarci apposta con questa modalità di accesso… comunque… nonostante il freddino… ho imbracciato il mio pargolo e mi sono avviato.
Il parco è sostanzialmente composto da due zone. C’è un “corridoio” di grandi massi di mattoni, distaccati dalla torre durante l’ultimo abbattimento della guerra e disposti lungo il viale di attuale accesso che costeggia la ferrovia. Alla fine di questo corridoio c’è un ammasso dei cumuli più piccoli. Sul primo masso del corridoio, a fianco del cartello illustrativo, è appesa una riproduzione (suppongo sia una riproduzione perchè mi pare troppo nuova…) dello stemma che era appeso a 18 metri di altezza su di una parete della torre. Trattasi per me chiaramente di stemma ostile dato che era quello del podestà mandato da Cesena per occuparsi del Porto Cesenatico… e speriamo che da Cesena se la smettano di indicarci il podestà, che siamo perfettamente in grado di scegliercelo da soli, evitando deleterie stasi… sia chiaro una volta per tutte che Cesenatico non è roba di Cesena… (e ovviamente non sto parlando dei comuni cittadini cesenati… chi vuol capire, capisca…).
Comunque! Scorriamo un poco solo il corridoio, che faceva freddino, e ci avviamo alla base della rocca. Sullo sfondo che confina con la bretella della statale sono stati piantati diversi alberi che diventeranno un po’ una naturale separazione con l’asfalto… e speriamo che crescano velocemente. A terra un selciato quasi interamente sommerso dall’erba ci accompagna verso la base quadrata, posta in un avvallamento del terreno, del quale è rimasto neanche di due metri di altezza di perimetro. L’accesso è sul lato sud e la zona centrale è coperta da una tettoia in lamiera, evidentemente posta (penso) per non allagare l’interno, già pericolosamente a livello più o meno dell’acqua del canale. Mi porto col mio piccolo al margine interno della torre e noto che questa pare divisa in due parti interne… una stanza laterale (lato mare) e una stanza più grande che mostra a sua volta al suo centro un “buco” circolare definito da delle pietre disposte a terra.
Mi son chiesto cosa fosse quel buco… non c’erano indicazioni a riguardo e allora ho supposto che, magari, essendo alla base della torre… magari era la sede dove alloggiavano la legna che magari d’inverno accendevano per scaldare, come in un arcaico riscaldamento a pavimento, le sale superiori… ammesso che fossero in grado di far uscire il fumo altrove onde non morire coi polmoni pieni di fuliggine… ma prendete con le molle quello che vi dico, dato che non sono un esperto in materia… sono solo semplici supposizioni… anzi… forse se riprendo in mano qualche libro qualcuno ha già indicato la funzionalità di tale buco…
Comunque! Se fosse proprio alloggiare la fiamma del fuoco la sua originale destinazione, sarebbe bello, potendo magari togliere la tettoia di lamiera, ospitare in quella zona eventi a lume di focolaio… riaccendere il fuoco dove un tempo il fuoco si accendeva… riportare la base della torre (quando non si potesse realmente ricostruire del tutto) ad un recupero parziale di utilità per ospitare magari eventi nella mezza stagione… quando in spiaggia è ancora freschino.
Ma si fa per parlare… comunque una capatina in zona, magari in orario un po’ più caldo rispetto a quello che ho scelto io, ve lo consiglio davvero.
P.s.: … ma i post così lunghi si leggono bene lo stesso o sono una grandissima rottura di palle? No, perchè… io cerco di sintetizzare ma poi mi trovo sempre una sleppa lunga di testo… magari è meglio tagliare in futuro…
Non fate confusione… mi raccomando… non sto parlando dell’arte o mestiere più antico del mondo bensì della nobile arte, ossia della boxe. E vorrei parlare della boxe perchè pare… si dice… si mormora… che a Cesenatico, in quèl di ponente… o meglio… in quel della zona vicino al distributore del metano pare stiano per aprire un centro specializzato per l’avviamento alla boxe. E non sto parlando di una palestra dove oltre al resto si fa anche 3 ore di boxe a settimana… pare stiano aprendo proprio un centro dove si andrà prevalentemente se non SOLO per praticare la boxe, con zona attrezzi ma soprattutto con vero e proprio ring e sacchi a iosa appesi al soffitto come si vedono solo nei film.
Bhè! Mi fa molto piacere che un centro così specializzato, che a mio sapere non esiste in nessuna parte del comprensorio cesenate… a Forlì non so… ma nel cesenate non esiste che io abbia mai saputo… dicevo… mi fa molto piacere che Cesenatico sia all’avanguardia anche nella promozione sportiva di una disciplina così antica e così attuale… faccio chiaramente riferimento alle ultime medaglie olimpioniche che ha portato a casa la nostra nazionale… e non posso certo dimenticare che sia Francesco Damiani che Loris Stecca hanno rappresentato una generazione Romagnolissima di pugili che speriamo possa, grazie anche a questo centro, rinnovarsi e sfornare nuovi campioni… un po’ l’analogo del circuito di Misano per il motociclismo insomma.
Quindi! In bocca al lupo a questo nuovo centro e un buon lavoro ai futuri campioni del ring.
E rieccomi qui… certo tornare dopo un mese e passa di silenzio non è proprio il massimo della continuità per un blogger… specie nei confronti di chi era abituato un giorno si e uno no a leggere qualcosa che mi passasse in quel momento per la testa… ma così è… e oggi mi andava di interrompere il vuoto di queste pagine.
Dato che sono 2 giorni che piove, ieri sera ero nei pressi del Carducci, vicino al canale, e mi sono incamminato verso la Capitaneria di Porto (o meglio… più che incamminato ci sono andato con la macchina, anche se non si potrebbe dato che è zona pedonale…)… insomma… giusto 20 metri per avvicinarmi al dosso in prossimità dello Sloppy Joe (che, notizia uscita ieri sui giornali, è ufficialmente passato di gestione al Verdi con tanto di Molo95, annessi e connessi)… dicevo… sono arrivato fin sopra al dosso per vedere l’allagamento… si, insomma… quando la pioggia scende di brutto e noti che l’acqua del canale anzichè scolare verso il mare si direziona verso il centro cittadino… e magari l’acqua arriva già a 50cm dal margine… bhè… probabilmente di fronte allo Sloppy si sta già allagando un po’… un po’ d’acqua alla volta, buttata fuori dal flusso ritmico della marea… ed infatti così era.
Lungi da me dal trattare il fenomeno come un piacere per chi sulle sponde del canale ci vive e ci lavora… però… penso io… quando saranno prese tutte le dovute precauzioni (vedi il pieno funzionamento delle Porte Vinciane)… penso che questi in definitiva rimarranno unicamente dei bellissimi spettacoli della natura… un po’ come le eruzioni vulcaniche… se la gente non facesse le case abusive sulle pendici soggette a rischio… e non facesse escursioni non autorizzate nei momenti non opportuni… le eruzioni vulcaniche rimarrebbero degli spettacoli della natura per i quali ci sarebbe solo da staccare dei biglietti per i posti in prima fila… e così gli allagamenti… un po’ come quelli di Venezia, che oramai fanno parte della ciclicità della vera e autentica vita cittadina, assieme alle passerelle alte un metro e passa.
Vabè… mi fermo qui… come post di ripresa non potevate aspettarvi più di tanto… però… una bella foto di certo non ve la faccio mancare nemmeno oggi!
Qualche giorno fa’ sono uscito prima dal lavoro e ho deviato il percorso verso casa per fare una capatina alla biblioteca di Cesenatico, da poco rinnovata. Non c’ero ancora stato; al massimo avevo visto da fuori qualcuno intento nella lettura dei giornali che, con la nuova sala al piano terra, è ben visibile grazie alle ampie vetrate. Nello specifico volevo andare a prendere in prestito il libro si Davide Gnola da poco uscito, ossia “Cesenatico nella storia”.
Arrivo nelle vicinanze verso le 17:30 e già non capivo se dovevo entrare dalla lunga scalinata, da dove vedevo uscire della gente, o dall’ingresso posizionato sul lato del canale… ma va per la seconda. Entrando ho notato subito un’evidente differenza rispetto alla conformazione precedente; l’ingresso non è più quell’angusto stanzino basso ma un’ampia sala con anti-ingresso, reception, tavolini con pc sulla sinistra (suppongo connessi a internet o almeno alla rete bibliotecaria romagnola) e zona lettura giornali, quella che vedevo da fuori, sulla destra. Tra l’altro un ambiente molto curato esteticamente, con tanto di ascensore a vetri e tv sintonizzata su Rai News 24. Veramente bello… che poi penso… peccato essere di periferia… perchè uscire dal lavoro, o in pausa pranzo, e fermarsi due minuti a leggere i numerosi quotidiani deve essere un piacere. Vabè… se un giorno avrò un appartamento sul portocanale (cioè mai) ci farò un pensierino.
Chiedo alla reception dove sono i libri locali (non si sa mai che trovi anche qualche altro libro a riguardo). “Prendi l’ascensore e vai al 3° piano. Non nella sala dove arrivi ma in quella al lato opposto”. Terzo piano?? Io neanche mi immaginavo ci fosse un terzo piano… prima era tutto in salette al piano terra… vabè… prendo l’ascensore e salgo. Nel salire, butto un occhio alla saletta dei quotidiani e noto pure che sugli espositori c’è la rivista “E’ zòch”, edita dal Tribunato di Romagna; sul loro sito i pdf scaricabili si fermano al numero dell’Agosto 2006… ma non è detto che abbiano continuato a stampare anche i numeri successivi pur non pubblicandoli sul web… quando tornerò lo verificherò… intanto è già bello che la biblioteca ne sia fornita… o probabilmente ne era fornita anche prima ma nel marasma accatastato uno neanche se lo immaginava.
Arrivo al terzo piano e entro nella sala… un’enorme sala studio con tavoli lunghi e pieno di ragazzi… mamma mia… questa si che è una biblioteca! Ai tempi dell’università sono stato in alcune biblioteche a Cesena e Forlì, ma di sicuro questa le batte tutte… e non lo dico per essere di parte… verificate coi vostri occhi. Ma non ero lì per quella sala… bensì per uscire dalla porta che dà sull’esterno… ossia che dà sul passaggio al culmine della scalinata visibile dall’esterno… per attraversare tutto il passaggio costeggiando la scala stessa… e per rientrare dalla porta posizionata sul lato opposto e trovarmi all’interno di una sala altrettanto grande dove sono localizzati tutti i libri di storia locale. Non ho capito come mai sia necessario passare da fuori per poi rientrare dentro… anche perchè faceva freschino… ma suppongo di aver sbagliato l’accesso… la prossima volta cerco meglio.
Sia come sia, sono nella sala che cercavo. Mi metto pazientemente a scorrere tutti gli scaffali fino alla ricerca del mio libro… e a dire la verità nemmeno l’ho trovato tra le file di volumi affiancati… ho fatto la cazzata di chiedere solo la stanza anzichè la posizione del libro… vabè… fatto sta che ne ho trovato un altro altrettanto interessante… e poi avevo poco tempo… prendo il libro e torno alla reception per formalizzare il prestito. Proprio alla reception scopro che il libro “Cesenatico nella storia” non era stato prestato, bensì non si trovava tra i volumi ma negli espositori (dove ovviamente io non mi son degnato di guardare). Vabè… torno a casa con l’altro libro… tanto in una biblioteca così bella ci torno di sicuro ogni tanto.
Ma non ci tornerò per il libro di Davide Gnola per il fatto che il giorno dopo ho scoperto che i miei genitori, per vie traverse, ne avevano ricevuto una copia… libro che quindi ho immediatamente requisito a tempo indeterminato e che ho già cominciato a sfogliare un poco. In sostanza è un remake di “Storia di Cesenatico”… i capitoli sono bene o male gli stessi… la struttura è la stessa… molte immagini sono le stesse… ma, con mio piacere, ci sono più pagine dedicate ai tempi moderni. Ma non sono qui per parlarvi del libro… che prima lo devo scrupolosamente confrontare col precedente per annotare tutti gli aggiornamenti. Una chicca ve la lascio però… un aneddoto che mi è subito piaciuto:
“(…) Infine, Cesenatico è diventata la ‘capitale’ di una particolare tipologia di sport velico, quello dei catamarani. Queste imbarcazioni (…) hanno iniziato a diffondersi agli inizi degli anni ‘70. La leggenda vuole che un turista tedesco, in vacanza a Cesenatico con il suo catamarano, lo abbia portato a riparare in un cantiere nautico locale, dove il titolare, incuriosito, ha ‘duplicato’ la barca nello spazio di una sola notte. (…)“
Da pag.199 di Cesenatico nella Storia, di Davide Gnola, Ed.Il Ponte Vecchio (14,00 euro)
Io non lo so chi l’ha fatto ’sto video… non l’ho capito… però è simpatico e fatto bene… buona visione!
P.s.: io ve l’avevo già detto in un post passato che queste sono buone occasioni per fare sci di fondo in spiaggia…
Bhè! Di punto in bianco ho afferrato e apprezzato la loro utilità… in fondo il miglior modo per capire le cose è esserci dentro… insomma… averne bisogno… dai… diciamo la verità… di Halloween non me ne fregava niente… qualche anno fa’ era una serata in più in discoteca… tutto lì… ma quest’anno è stata l’occasione per vedere mio figlio alla finestra con gli occhi spalancati ad aspettare “i mostri”… ed il parco è diventata l’occasione, quasi un’abitudine oramai, per portare mio figlio la domenica mattina ai giochi. Non tanto per i giochi, intendo… si, dai… quelli ce li avrei anche nella mia frazione… e neanche per fare una vasca sul Carducci… che dalle 10:00 a mezzogiorno sto bene anche rilassato a cazzeggiare su di una panchina… ma solo per il fatto che è un punto di incontro. Tanti bambini, più o meno della sua età, vanno e vengono… corrono… giocano sugli scivoli… insomma… è una zona di socializzazione per i bambini… e poi… diciamolo… non è neanche troppo divertente giocare in un luogo dove non c’è nessuno… un po’ di schiamazzi in surround ci vogliono… no?
In realtà di zone ce ne sono due… una è più o meno all’altezza dell’Oro Bianco… e la prima volta c’eravamo fermati lì… ma l’età è più prossima ai 5 anni… e mio figlio non ce la fa a salire sui giochi, accessibili in qualsiasi modo eccetto che con le scalette. Poi, proprio tornando a casa e passando all’altezza del ristorante Clan Pavì, abbiamo visto gli altri gruppi di giochi più adatti alla sua età e lì siamo tornati quasi ogni domenica mattina… ci sono sempre almeno 5 o 6 bambini che corrono e giocano. Intendiamoci… i giochi lì ci sono sempre stati da quando ci sono i giardini… e non è che non ci fossi mai passato davanti prima… ma ti accorgi delle cose, come dicevo, spesso solo quando ne hai bisogno!
Quindi… turisti e Cesenaticensi muniti di bambini attorno ai 2 anni… se il parco nelle vostre vicinanze piange di vuoto… la domenica mattina possiamo incontrarci direttamente là!
P.s.: ho letto sul giornale, non ricordo per bocca di chi… meglio, così evito ogni accostamento politico, che la regione sta aumentando o ha già aumentato il numero dei consiglieri regionali da 50 a 65… insomma… oggi sono 50… alle prossime elezioni aumenteranno probabilmente di 15 unità. Oltre a cercare di diffondere la cosa, mi auguro che ci siano consiglieri regionali di buona volontà che lavorino per evitare che questo avvenga… in regione ci sarà anche tantissimo da fare… e non so quanti consiglieri abbiano le altre regioni e non mi interessa… ma specie di questi tempi sarebbe un bruttissimo segnale per le famiglie che sono costrette a tirare la cinghia…