L'udòur d'la ca'
Un chilo di farina impastata con un po' d'acqua o latte, un poco di bicarbonato, 200gr di strutto (o qualche cucchiaio di olio di oliva per chi non ce l'ha) e un pizzico di sale. Impastate tutto energicamente e con un bel mattarello spianate ben bene aggiungendo farina per non farla attaccare. Rendetela sottile e mettetela su di una teglia a cuocere, sforchettando qua e là. Cos'è? Ovviamente la piadina! Credo fosse Pascoli che la definiva l'udòur d'la ca' (il profumo della casa).
Ogni tanto cerco di farvi uscire dai confini di Cesenatico per fare un bel giro, magari durante una giornata uggiosa, a scoprire qualche cosa di caratteristico della nostra bella Romagna. E in questo momento sto pensando a Montetiffi, piccolo paesino nella vallata del fime Uso. Qui sopravvive ancora una antica tradizione di tegliai, ossia di produttori di teglie in terracotta. Le teglie, dette anche testi, sono dei dischi ricavati dall'argilla della zona e modellati sapientemente al fine di creare il giusto spessore per garantire alla piadina che vi verrà adagiata una cottura nè eccessiva, nè troppo debole. Insomma, la trasmissione di una temperatura eccellente.
La tradizione ha portato fino a noi, a quanto ne so, solo due stirpi di tegliai. I primi si riconoscono per la forma perfettamente circolare delle teglie, mentre i secondi si caratterizzano per la presenza di 4 sporgenze appuntite sul bordo della stessa forma circolare.
Cuocere una piadina sulla teglia di terracotta significa innanzitutto avere pazienza perchè, al pari della cottura nelle pignatte di coccio, ci vuol più tempo da impiegare innanzitutto nel riscaldamento dei contenitori stessi. Ma soprattutto significa assaggiare un cibo povero nella sua fragranza e nel suo sapore più tradizionale; come una volta.
Direte voi: come mai un post sulla cottura della piadina? Presto detto: ho lasciato troppo a lungo la teglia di metallo sul fuoco e quando vi ho appoggiato la piadina l'ho praticamente sbruciacchiata.
Un'ultima nota di colore. Una volta ho chiesto a mia nonna se considerasse la piadina più buona quando fatta sulla teglia di terracotta, per garantire il sapore di una volta. La risposta? "Mo' sé... s'ùt che sìpa... una vòlta l'impurtènt l'èra havèjl da magnè..." (Traduz: "Ma si... cosa vuoi che sia... una volta l'importante era più che altro averlo qualcosa da mangiare..."). Lampante.

Foto di Andrea Guglielmi
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"perche' hai fatto un blog??" (Comment this)