Monday, March 16, 2009

Educazione al mare

Ho fatto torrentismo per 3 estati di seguito, quando non ero sposato. Il torrentismo è quell’attività in cui ti metti una muta e un salvagente e poi percorri un fiume letteramente a mollo; coi tuoi movimenti controlli la traettoria, affonti le discese e c’è pure tempo per qualche tuffo da speroni di roccia a 4 o 5 metri dall’acqua.

Bhè… le prime due volte è stata un’esperienza di divertimento… come dire… ti insegnano “a secco” come cavartela nelle situazioni di emergenza, qualche prova delle posizioni, e poi tutti in acqua. La terza volta invece è stato diverso; più che una lezione sulle situazioni di emergenza è stata una vera e propria educazione al fiume. Scopri che la maggior parte delle persone che, durante torrentismo “libero” o cadute accidentali in fiume, hanno la peggio… diciamo che hanno la peggio perchè hanno come comportamento istintivo quello che sfidare la forza del fiume… tipo nuotare controcorrente fino a che le tue forze cedono e ti lasci andare. Salvare una persona caduta in un torrente è molto facile; basta tirargli una corda e, afferrata, non fare nulla se non tenerla stretta… il torrente porta direttamente la persona a riva… mai tentare di tirare la persona verso di sè… si perdono le forze finchè non ci cede la presa. Anche da soli è facile salvarsi; capo sempre a monte fuori dall’acqua, senza preoccuparsi degli schizzi in faccia, e piedi rannicchiati a valle, per ripararsi da urti contro sassi. Basta nuotare leggermente in modo da modificare leggermente la propria traettoria verso la riva… ma non verso una riva qualsiasi… bensì verso l’insenatura della prima curva che si riesce a scorgere… e mai, mai, mai aver paura di lasciarsi trascinare dalla corrente. Insomma… più che una lezione di preparazione al torrentismo è stata una vera e propria educazione al fiume, utile a livello generale.

E arrivo finalmente al punto… è del fiume che vi voglio parlare? Cerco che no… che salvo un tratto di Pisciatello-Rubicone (profondo generalmente si e no mezzo metro) di fiumi a Cesenatico non ce ne sono… e allora? E allora volevo tramutare questa mia esperienza in un pretesto per parlarvi dell’analoga educazione al mare… e prendo spunto dal fatto che domenica mattina, a zonzo col mio pargoletto, ho visto uscire dai moli un’imbarcazione che, a traino, di portava dietro tante barchette a vela (i cosiddetti “topi di mare”) con ragazzini credo di neanche 10 anni ai rispettivi timoni… un po’ come una papera e i paperelli dietro di lei al fiume. Se non erro tali lezioni sono organizzate dal Circolo Vela di Cesenatico.

Penso che sia un’esperienza molto bella quella di conoscere il mare, ma non solo per imparare meramente a veleggiare con piccole imbarcazioni… ma anche per una vera e propria educazione al mare… per imparare a conoscere i venti (e non fare come me che a 15 anni uscii in windsurf col garbino che mi portava verso gli scogli…)… per imparare a conoscere i segni del cielo e interpretarli… e chiaramente per imparare le regole della navigazione nonchè per evitare che i pargoli, presi oggi dalle fobie dei genitori che hanno paura un po’ di tutto, crescano con la paura del mare.

Non so se le lezioni facciano un quadro completo dell’educazione al mare… e certamente il mio piccolo è un po’ piccolo per essere iscritto… ancora alcuni anni… però, cari turisti, qualora veniate a fare una vacanza in quel di Cesenatico provate a iscrivere i vostri pargoli a 2 o 3 di queste lezioni… credo siano di quelle esperienze che ti rimangano dentro per sempre.

Posted by Cesenatico at 12:46:44
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