Saturday, March 14, 2009

Un mattino al parco della rocca

(…) D’estate muoio un po’
Aspetto che ritorni l’illusione
Di un’estate che non so
Quando arriva e quando parte (…)

Come foglie - Malika Ayane

Non sono qui a parlarvi di musica bensì del parco archologico della rocca di Cesenatico… eggià… perchè dato che mio figlio al mattino, quando siamo sempre di corsa per prepararci, non si sveglia nemmeno con le bombe… chiaramente il sabato, che potremmo tutti dormire di più, si sveglia alle 7:45 e ti subissa di domande fino a che te dici… va bene… svegliamoci e buonanotte… e allora? E allora prendo il mio piccolo onde lasciare libera la moglie nelle incombenze di casa e mi avvio verso quel del bar, che senza almeno un paio di giornali locali non carburo al mattino.

Solo che stamattina non c’erano grandi notizie… (avete letto ieri della casata von Cesenatico? Ecco… quella era una notizia curiosa… ma dai… non mi possono adottare che lo voglio anch’io il fregio di von Cesenatico?…)… comunque… leggo velocemente che da Rimini rompono perchè non vogliono che si usi il nome Nuovo Fiore per la gelateria che si aprirà all’ex Lidò… (io allora propongo “Il Fiore di Cesenatico” così glie lo mettete nel c… ehm… nel cavillo volevo dire…)… insomma… chiudo il giornale… pago… e mi avvio verso quel di Cesenatico centro per fargli vedere le barche. Solo una vasca… per vederle dalla macchina dato che fa freschino data l’ora e l’aria troppo fresca… ma non quelle del portocanale… intendo quelle dei pescatori, percorrendo il lungomolo di levante dalla capitaneria di porto e sù fino all’inizio della zona pedonale (ne nell’ultimo tratto di lungomolo fino alla pseudo-vela pseudo-monumentale neanche si può… ma pazienza.

Stavo per tornare a casa quando dalla statale mi è venuto lo schiribizzo di girare nell’arteria che si dirama dalla bretella di decelerazione e di andare verso il parco archeologico della rocca… (tra l’altro mentre mi avviavo verso il parco c’era la canzone che ho riportato a inizio post… centrava solo per quello…)… comunque qui vi volevo… perchè a parte vederlo da lontano o in foto non c’ero mai stato. Ho avuto conoscenza del fatto che è già in previsione la cosrtuzione di un ponticello pedonale che permetta di accedervi dal parcheggio fronte canale, più o meno vicino alle sbarre della ferrovia… e per questo non c’ero mai stato… è difficile capitarci apposta con questa modalità di accesso… comunque… nonostante il freddino… ho imbracciato il mio pargolo e mi sono avviato.

Il parco è sostanzialmente composto da due zone. C’è un “corridoio” di grandi massi di mattoni, distaccati dalla torre durante l’ultimo abbattimento della guerra e disposti lungo il viale di attuale accesso che costeggia la ferrovia. Alla fine di questo corridoio c’è un ammasso dei cumuli più piccoli. Sul primo masso del corridoio, a fianco del cartello illustrativo, è appesa una riproduzione (suppongo sia una riproduzione perchè mi pare troppo nuova…) dello stemma che era appeso a 18 metri di altezza su di una parete della torre. Trattasi per me chiaramente di stemma ostile dato che era quello del podestà mandato da Cesena per occuparsi del Porto Cesenatico… e speriamo che da Cesena se la smettano di indicarci il podestà, che siamo perfettamente in grado di scegliercelo da soli, evitando deleterie stasi… sia chiaro una volta per tutte che Cesenatico non è roba di Cesena… (e ovviamente non sto parlando dei comuni cittadini cesenati… chi vuol capire, capisca…).

Comunque! Scorriamo un poco solo il corridoio, che faceva freddino, e ci avviamo alla base della rocca. Sullo sfondo che confina con la bretella della statale sono stati piantati diversi alberi che diventeranno un po’ una naturale separazione con l’asfalto… e speriamo che crescano velocemente. A terra un selciato quasi interamente sommerso dall’erba ci accompagna verso la base quadrata, posta in un avvallamento del terreno, del quale è rimasto neanche di due metri di altezza di perimetro. L’accesso è sul lato sud e la zona centrale è coperta da una tettoia in lamiera, evidentemente posta (penso) per non allagare l’interno, già pericolosamente a livello più o meno dell’acqua del canale. Mi porto col mio piccolo al margine interno della torre e noto che questa pare divisa in due parti interne… una stanza laterale (lato mare) e una stanza più grande che mostra a sua volta al suo centro un “buco” circolare definito da delle pietre disposte a terra.

Mi son chiesto cosa fosse quel buco… non c’erano indicazioni a riguardo e allora ho supposto che, magari, essendo alla base della torre… magari era la sede dove alloggiavano la legna che magari d’inverno accendevano per scaldare, come in un arcaico riscaldamento a pavimento, le sale superiori… ammesso che fossero in grado di far uscire il fumo altrove onde non morire coi polmoni pieni di fuliggine… ma prendete con le molle quello che vi dico, dato che non sono un esperto in materia… sono solo semplici supposizioni… anzi… forse se riprendo in mano qualche libro qualcuno ha già indicato la funzionalità di tale buco…

Comunque! Se fosse proprio alloggiare la fiamma del fuoco la sua originale destinazione, sarebbe bello, potendo magari togliere la tettoia di lamiera, ospitare in quella zona eventi a lume di focolaio… riaccendere il fuoco dove un tempo il fuoco si accendeva… riportare la base della torre (quando non si potesse realmente ricostruire del tutto) ad un recupero parziale di utilità per ospitare magari eventi nella mezza stagione… quando in spiaggia è ancora freschino.

Ma si fa per parlare… comunque una capatina in zona, magari in orario un po’ più caldo rispetto a quello che ho scelto io, ve lo consiglio davvero.

P.s.: … ma i post così lunghi si leggono bene lo stesso o sono una grandissima rottura di palle? No, perchè… io cerco di sintetizzare ma poi mi trovo sempre una sleppa lunga di testo… magari è meglio tagliare in futuro…

Posted by Cesenatico at 08:42:57 | Permalink | Comments (6)