Wednesday, December 17, 2008

Regolamento di lavoro

E’ un piacere per me inaugurare il primo post scritto da qualcun altro… anzi… in questo caso qualcun’altra, ossia la penna di Nicoletta Brina, o anche N.B. per gli amici che leggono assiduamente la Voce di Romagna in quel della cronaca Cesenaticense.

Mi aveva promesso tempo fa’ un articolo che già è stato pubblicato sul giornale a proposito di regolamenti di altri tempi (quel giorno si parlava di un regolamento Cesenate su Porto Cesenatico); bhè… lei risponde con un altro regolamento, quello Papale che disciplinava il comportamento sul lavoro… ed essendo valido nello Stato della Chiesa a quei tempi era effettivo anche in quel di Porto Cesenatico. Ecco quanto:

Altro che pausa caffè o pausa pranzo, gli impiegati al massimo potevano leggere la Bibbia o dei buoni libri. Era questo che prescriveva nel 1770 il Regolamento Vaticano che in un decalogo, da applicarsi a qualsiasi ditta privata o ente pubblico, indicava il comportamento che l’impiegato modello doveva tenere sul posto di lavoro. “Gli impiegati dell’ufficio devono scopare i pavimenti ogni mattina, spolverare i mobili, gli scaffali e le vetrine. Ogni giorno devono riempire le lampade a petrolio, pulirne i cappelli e regolare gli stoppini, e una volta la settimana dovranno lavare le finestre. Ciascun impiegato dovrà portare un secchio d’acqua e uno di carbone per la necessità della giornata. Tenere le penne con cura: ciascuno può fare la punta ai pennini secondo il proprio gusto.” E ancora: “Questo ufficio si apre alle sette del mattino e si chiude alle otto della sera, eccettuata la domenica, nel qual giorno resterà chiuso. Ci si aspetta che ciascun impiegato passi la domenica dedicandosi alla chiesa e contribuendo liberamente alla causa di Dio. Gli impiegati uomini avranno una sera libera alla settimana a scopo di svago e due sere libere se vanno regolarmente in chiesa. Dopo che un impiegato ha lavorato tredici ore in ufficio, dovrà passare il rimanente tempo leggendo la Bibbia o altri buoni libri.” Nel decalogo, c’è spazio anche per quella che potrebbe essere considerata una sorta di prima versione dell’“accantonamento pensionistico”. “Ciascun impiegato dovrà mettere da parte una somma considerevole della sua paga per gli anni della vecchiaia, in modo che egli non diventi un peso per la società.” Curiosa la regola numero 9: “Ogni impiegato che fuma sigari spagnoli, faccia uso di liquori in qualsiasi forma, frequenti biliardi o sale pubbliche, o vada a radersi dal barbiere, ci darà una buona ragione per sospettare del suo valore, delle sue intenzioni, della sua integrità e onestà.” E infine, una nota relativa allo stipendio: “L’impiegato che avrà svolto il suo lavoro fedelmente e senza errori per cinque anni, avrà un aumento di paga di cinque centesimi al giorno, ammesso che i profitti della ditta lo permettano.” Insomma, in base al regolamento del 1770, agli impiegati era affidato il compito non solo di svolgere le loro mansioni, ma anche di occuparsi di tenere pulito il posto di lavoro e pregare. E la pausa caffè o la pausa sigaretta potevano essere addirittura ragione per dubitare della buona condotta dell’impiegato. Ai giorni nostri, dunque, ci si chiede in quanti riuscirebbero a tenersi il loro posto di lavoro o addirittura ad agganciare il lauto aumento di… cinque centesimi.

Qualche considerazione… sapete che la storia si ripete sempre… e allora ecco che non posso fare a meno di notare che:

1) Considerata la crisi che ci circonda tra un po’ pure gli odierni impiegati dovranno portarsi alcune cose da casa per poter lavorare;
2) Anche oggi lo Stato ci chiede di accantonare dei soldi per non essere un peso per la società… vedi pensioni complementari e aumento costante dell’età pensionabile…;
3) Anche oggi nelle aziende si promette l’aumento se si lavorerà per 5 anni fedelmente e senza errori (cioè è impossibile avere l’aumento);
4) Anche oggi gli aumenti di stipendio dovuti agli scatti di anzianità si stanno progressivamente avvicinando a 5 centesimi se paragonati al costo della vita.

In definitiva dissentirei solo sulla regola 9… in fondo… se non fumi… se non bevi… se non vai al bar… ma che campi a fare? E poi dato che t’an ‘e un càz da fè vai a raderti dal barbiere che almeno fai due chiacchiere sul calcio… grazie Nico!!

Posted by Cesenatico at 06:30:13
Comments

2 Responses to “Regolamento di lavoro”

  1. Anonymous says:

    Oltretutto se non vai al bar…. aumentano i distributori delle macchinette automatiche negli uffici e i distributori di bibite.. e chi ha investito fior di quatrini per aprire i bar… è costretto a limitare i servizi… prima era veramente troppo… impiegati che ci passavano ore… durante tgli orari di lavoro…ma ora di questo passo.. i bar un po alla volta diventeranno.. distrubotori automatci di alimenti e bevande… perchè… se assumi personale.. ti dissangui in tasse e contrinìbuti,,, e aumentano gli studi di settore,,, è tutta una conseguinza a catena,,,,,
    ma sono le…. 4,29 del mattino.. e vi devo lasciare… il dovere mi chiama,,,
    Gloria

  2. Anonymous says:

    Grazie a te! Sempre a disposizione! ;-)
    Nico

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