I comitati di quartiere
Finalmente dopo tanto tempo leggo una bella notizia di cui chiacchierare un po’, notizia riportata oggi da tutti i 3 quotidiani locali sulla cronaca di Cesenatico: a breve verranno istituiti dei comitati di quartiere. In sostanza la città verrà divisa in 8 zone, accorpando o meno le frazioni ed i quartieri attuali, e per ognuna verrà eletto dai cittadini un gruppo di rappresentanti che varierà dai 5 agli 11 membri, con tanto di presidente e vicepresidente.
Ora; ai turisti fregherà di certo poco, mentre i residenti interessati avranno sicuramente già letto l’articolo… quindi io che ci sto a fare qui? Ma ovviamente ad aprire un post con tutte le mie elucubrazioni mentali… a dire la mia insomma… due chiacchiere a cui spero facciano seguito i vostri commenti in proposito. Anche perchè in alternativa avevo in mente un post sulla piscina di Cesenatico, ma, dato l’interesse ancora più scarso che posso immaginare, ve lo risparmio.
Comitati di quartiere, dicevamo. Dato che Cesenatico è una cittadina di neanche 25.000 abitanti non ha (giustamente) l’obbligo di istituirli e, viceversa, non credo possa nemmeno istituirli con onere per il comune, tant’è che tali comitati non riceveranno un euro per le presenze, i rimborsi spese o chissà quale altro costo di sostentamento. E questa è chiaramente cosa buona e giusta.
Una riflessione mi è sorta spontanea, invece, quando ho letto i ruoli di questi comitati: puramente consultivi… in sostanza… il comitato è un tramite tra il comune e la cittadinanza locale per raccogliere informative e riassuntivi delle esigenze della collettività. Si diceva anche, tra le motivazioni di questo intervento, che si fa in modo di istituzionalizzare degli organi che, in diverse aree, erano già nati spontaneamente per opera di gruppi di cittadini.
Ora la riflessione è questa: se il ruolo è puramente consultivo… e se dove c’erano delle forti richieste il comitato c’era già… a che servono? Cioè… faccio un esempio di carattere nazionale… vi ricordate quando hanno istituito “Mr.Prezzi”, sotto l’ondata di aumenti speculativi dei prezzi dei generi di base? Bhè… premesso che c’era già un’autorità che poteva accollarsi tali controlli (ossia l’autorità garante per la concorrenza ed il mercato… l’autorità antitrust, insomma…)… dicevo… ma che ha fatto fin’ora? Di fatto non ha poteri sanzionatori… ed è lì… che monitorizza il mercato… convoca i produttori… rende noti aumenti ingiustificati (che chi va a fare la spesa, già conosce)… insomma… dato che non conta quasi nulla… a chi giova, in soldoni? Secondo me tra qualche anno lo tagliano come “ente inutile” e riconducono tutto all’antitrust, che almeno ha poteri sanzionatori.
E così vorrei fare un parallelo con questi consigli di quartiere; perchè aggiungere un altro strato (senza poteri) tra il cittadino e l’amministrazione comunale, che è la più vicina delle amministrazioni pubbliche? Se il cittadino, che non ha poteri, da domani si sentirà dire che le legittime lamentele le deve presentare ad un altro organo, che non ha poteri nemmeno lui, vedo un po’ la rappresentanza diluirsi di un passaggio. A meno che a presiedere o comunque ad essere presente ai comitati ci sia sempre almeno un consigliere comunale, possibilmente di maggioranza, ma magari pure uno di minoranza, e possibilmente eletto in zona. Senò diventa un po’ come il circolo del bar… e le discussioni diventano chiacchiere da bar.
Teoricamente oggi dovrebbero essere proprio i singoli consiglieri comunali (che hanno potere di voto) a raccogliere e sintetizzare al consiglio comunale (che vota e quindi decide) o all’assessore (che spende e quindi decide) le esigenze della cittadinanza. Mi immagino domani: ho una richiesta di interesse pubblico… ne parlo ad un membro del comitato (che non ha potere)… che a sua volta ne discute nel comitato (che non ha potere)… e a sua volta il presidente del comitato (che non ha potere) porta la mia e le altre questioni all’assessore… funzionerà così? Bho…
Non è una stroncatura, anzi; le mie sono domande dettate unicamente dalla grande curiosità e sicuramente andrò ad ascoltare durante la presentazione dell’iniziativa nella mia zona. Tutto dipenderà dall’autorità effettiva di questi comitati… che se la gente chiede con forza una cosa… e il comitato ascolta… il comitato riporta… il comitato tiene sotto controllo… ma poi non cambia nulla… ecco che la gente si incazza… ma rischia poi di incazzarsi con il comitato (che non ha poteri, e quindi più di tanto non può fare) piuttosto che con chi ha il potere di scegliere se accogliere o meno l’istanza. Certo poi il comitato può puntare il dito contro chi ha rigettato la richiesta… ma la vedo dura, a meno che non nasca in un contesto più ampio di contrasto politico magari tra un presidente del comitato, sostenitore della minoranza, e un amministratore della maggioranza.
Non lo so… non ce l’ho chiara chiara… ma mi posso già rispondere che se l’efficienza dei comitati non mi soddisfa, posso sempre continuare a rivolgermi al singolo consigliere comunale come se nulla fosse cambiato. La curiosità è tanta… e magari alla fine mi candido pure io… chissà… di sicuro vi terrò aggiornati!