Ad Novas; perchè?
In queste settimane legate alla scoperta archeologica dello scheletro di un avo Cesenaticense in quel della frazione di Cannuceto, che sposta verso quella località la probabilità di trovare altre testimonianze dell’antica Ad Novas… nonchè della scoperta di quello che probabilmente è un tratto largo 9 metri dell’antica via Popilia-Annia, di cui però non ho mai fatto cenno in quanto sto pensando ad un post a parte sul quale mi sto documentando (anzi, se avete materiale a riguardo, non esitate… poi cito generosamente tutte le fonti…)… (chiaramente non cerco materiale preso dalla rete perchè quello l’ho già scandagliato tutto…)… dicevo… in questi momenti intrisi di archeologia vorrei fermarmi su di un piccolo dettaglio di Ad Novas… ossia proprio il suo nome… Ad Novas, ossia “Le Nuove”.
Sebbene ancora oggi non vi sia una certezza provata al 100% della coincidenza tra questo nome e la zona all’interno del comune… che sia Cannuceto o qualsiasi altra frazione, è ritenuto abbastanza probabile che questo fosse proprio l’appellativo assegnato a quella che era una stazione di fermata per il ristoro, e la più importante fonte a cui attingere per localizzarla altro non è che la celebre tavola peutingeriana di cui ho spesso accennato nei post precedenti.
Questa tavola altro non era che una lunga striscia composta da 11 pergamente che rappresentava un po’ tutto il mondo conosciuto a quel tempo. Non era una rappresentazione fedele della forma geografica dei territori (anche perchè la forma allungata non lo permetteva troppo), ma piuttosto principalmente una mappa delle strade più importanti dell’impero romano con le indicazioni delle città più degne di citazione e le distanze da luogo a luogo… insomma… una mappa tramite la quale era possibile organizzare il proprio viaggio da località a località… un po’ come le nostre mappe autostradali che riportano i vari caselli senza dar troppo peso alla morfologia dei percorsi.
La tavola risale al XIII secolo e porta il nome di Conrad Peuntinger, ma a sua volta si ritiene probabilmente basata su di un’altra mappa di Marco Vipsanio Agrippa (64 a.C. - 12 a.C.). Ora… non è mio compito far finta di sapere le cose come uno studioso di storia e archeologia, quindi per i dettagli vi rimando a tutte le informazioni della relativa pagina su Wikipedia.
Diciamo che verso la fine del medioevo, quando la gente ricominciò a viaggiare alla scoperta di nuovi luoghi, come pellegrini o come mercanti, la tavola poteva risultare molto utile per orientarsi; una copia di questa era incisa nel marmo e posta non lontano dall’Ara Pacis.
Comunque sia, quello che mi preme mostrarvi oggi, è la mappa stessa, perchè la trovo semplicemente affascinante. Fosse per me ne farei una gigantografia o, magari, un bel mosaicato per ripavimentare tutto il viale Carducci. Non vi indico appositamente la località di Ad Novas perchè voglio che ve la troviate… e perchè non voglio rovinarvela con un cerchietto rosso… in fondo non è così difficile anche se la forma dell’Italia del tempo è un po’ allungata e schiacciata… cercate “Ravenna”, ben in evidenza… cercate “Arimino”, un po’ più piccolina… tra le due noterete il fiume “Rubico”… e alla sua sinistra, in perfetta corrispondenza con l’attuale Cesenatico, troverete finalmente “Ad Novas”. Per la mappa si ringrazia sempre Wikipedia.