Festeggiare Halloween?
E’ giusto festeggiare Halloween? E’ una domanda che ricorre spesso durante questo periodo. La risposta sbrigativa che potrei dare oggi è: “Sì, perchè fa felice mio figlio!”. E com’era contento quando gli ho acceso i lumini dentro alla zucca che ho accuratamente tagliato e posto fuori di casa. Ma da amante delle tradizioni locali, non ho potuto fare a meno di documentarmi a riguardo.
Vabè, Halloween è un’americanata commerciale. Ma perchè viene dagli USA? Perchè gli USA hanno adottato anche le usanze e le tradizioni Inglesi e Irlandesi. E ai paesi anglofoni chi le ha date queste tradizioni? Le popolazioni celtiche o galliche che dir si voglia. E qui mi si è accesa la lampadina, dato che la storia ci insegna che noi Romagnoli siamo diretti discendenti dei Galli Senoni, che si sono stanziati sul nostro territorio attorno al 350 a.c. e hanno caratterizzato ad esempio l’accento che ci portiamo ancora dietro. Poi si sono mischiati coi Romani, hanno avuto solo molto dopo, rispetto al nord Italia, l’influenza dei Longobardi, e così via, come ho già raccontato in passato.
Allora dico; se la notte di Halloween, che per i celti precisamente si chiamava Samhain, è una ricorrenza legata al ciclo del lavoro della vita rurale (vita rurale a cui la nostra terra da sempre testimonia grande attaccamento) perchè non andare a riprendere, grazie al contributo di studiosi in materia, quelle che erano le vere usanze della cultura dei nostri avi Celti-Romagnoli? Senza lotte di religione per carità; nessuna volontà di rianimare qualsiasi religione pagana (altrimenti per par condicio poi bisognerebbe eliminare pure la festa delle donne o quella della mamma)… ma la cultura locale è un bene prezioso; ben venga un pretesto per riportarla a galla… e se proprio dobbiamo/vogliamo festeggiare Halloween, perchè non farlo come lo facevano i nostri trisavoli, con il nome che gli davano i nostri trisavoli? Chiunque abbia contributi a riguardo, è il benvenuto.