Digital divide
Stamane in pausa leggevo questo bellissimo articolo sulla Repubblica online. Parla dei pescatori di uno stato dell’India che sono riusciti a migliorare il loro tenore di vita non tanto grazie alla carità piovuta dall’alto quanto per merito di un banale strumento di comunicazione: il telefonino. Grazie a questo possono mettersi in contatto con tutti i mercati, già dalla barca, e capire dove vendere il loro pesce, riducendo a zero lo spreco di pesce da buttare ed aumentando i profitti. Gli strumenti di comunicazione, a quanto pare, hanno fatto più della carità. Pensavo: e cosa succederà quando avranno internet sulla barca che automaticamente gli colloca il pesce sui mercati senza bisogno di chiamare nessuno?
Questa piccola storia mi ha fatto riflettere ancora una volta sulle straordinarie possibilità della rete. Rete intesa non come mera pagina web ma possibilità di essere connessi, tramite qualunque strumento. Pensavo a David, un ragazzo Belga che mi ha contattato sul blog per conoscere Cesenatico ed avere informazioni sui posti da visitare (e per sua fortuna mi ricordo ancora un po’ di inglese); un dialogo che è proseguito con numerose email e che gli ha praticamente già riempito l’agenda dei posti da visitare… un po’ come avevo fatto io per il mio viaggio in Grecia… zero pubblicità, solo comunicazione di esperienze. Pensavo alle tante attività che su ebay smaterializzano pian piano i costi di agenzia e le sedi pompose, e automatizzano tutto il processo dalla vendita all’emissione della fattura.
Vi posso confermare (ma chi ha l’abitudine di leggere i blog sicuramente già lo sa), che il commercio online è qualcosa di estremamente vivo: prima di quanto pensiate chi non è in rete, o chi non lo è abbastanza, sarà tagliato abbondantemente fuori dal mercato. “Eh, si… ma internet va bene per fare il sito web o mandare le email, che oggi ce l’hanno tutti… ma il fatturato si fa vendendo come si è sempre venduto… forse tra 10 anni…”. Forse tra 10 anni un par di palle. Tutti i modelli di business, in particolare il commercio, dovranno essere ripensati; il 50% degli esercizi chiude entro i 2 anni dall’apertura. Gli ipermercati, che pure non offrono prezzi molto convenienti, rubano i clienti ai piccoli esercizi, eppure si lamentano anche questi. In particolare nel momento in cui i soldi in tasca sono pochi, l’efficienza e la capacità di rivolgersi ad un ampio mercato, anche se sei piccolo, sono opportunità che si debbono cogliere. La comunicazione globale sta per rivoluzionare tutti i mercati come ancora non ha fatto, specie in Italia.
E Cesenatico cosa centra? Bhè… pensavo a cosa succederebbe se tutte (tutte) le stanze disponibili degli alberghi fossero in rete… se tutti gli appartamenti in affitto ancora disponibili fossero in rete… se tutte le esperienze (incluse quelle negative) dei turisti italiani, di quelli esteri e dei residenti fossero in rete. Cesenatico esploderebbe, turisticamente parlando. “Vabè, ma se funzionasse lo avrebbe già fatto qualcuno, non credi?”. Le solite vacue obiezioni… ma i pescatori dell’India, intanto, oggi non hanno più sprechi e collocano tutto il pesce sui mercati del paese.