Panchine colorate
La piazza è uno dei luoghi culturali più significativi per l’uomo. La sua stessa conformazione, uno spazio ampio dal quale si diramano più strade, la predispone ad essere luogo di incontro, luogo di scambio di idee e di scambi commerciali. Elementi fondamentali delle piazze, spesso dimenticati, sono le panchine. Le panchine sono zone dove si invita la gente a sostare, a prolungare la permanenza, e predispongono quindi ad uno scambio di idee più duraturo, o ad un momento di riposo dalle fatiche e di riflessione. La cosa di cui più ci si dimentica, quando non ci si dimenticano del tutto le panchine, è la loro disposizione. Nell’era moderna, paradossalmente nell’era che viene definita della comunicazione globale, spesso le panchine sono disposte lontane tra loro… quasi come se due panchine vicine dessero reciprocamente fastidio alla privacy degli utilizzatori. Raro è vedere due panchine o più panchine che, al centro di una grande piazza, “si guardino” a vicenda.
Bhè… ho scritto tutta questa trafila solo per introdurre ciò di cui volevo parlare oggi, ossia del fatto che passeggiando in quel della piazzetta (che, a quanto mi risulti, non ha un nome) tra viale Dei Tennis (ma i tennis non ci sono più…), il molo di levante e la capitaneria di porto… dicevo… ho notato che hanno ripitturato tutte le panchine di quella piazzetta. Le due panchine vicine alla fontanella sono state fatte di un bianco che più bianco non si può, mentre quelle in legno sono state colorate ognuna di un colore diverso e vivace… il risultato è molto ben riuscito, a mio parere.
Credo sia un ottima cosa, inoltre, anche per il fatto che quella piazzetta, benchè sia lontana dagli sfarzi di pavimentazioni pregiate o lampioni ricercati… anzi… nel rifare la pavimentazione del molo quella piazzetta è l’unico angolo ad essere stato lasciato così com’era… dicevo… credo che quella piazzetta sia la più “intensamente” utilizzata dalla gente… anche perchè in fondo in poche decine di metri quadri ha tutto ciò che può desiderare una piazzetta… tante panchine (che si guardano tra di loro e che permettono di dialogare), una fontanella pubblica, un elemento storico rappresentato da quel blocco di cemento che grazie a Zara ho scoperto essere un bunker dell’ultimo conflitto mondiale, molto spazio verde, tanti alberi, un cartellone delle affissioni pubbliche e la vista sul canale e più in generale sul mare di ponente. Cosa chiedere di più ad una piazzetta così piccola?