Sto per scrivere uno dei post più difficili perchè vorrei parlarvi della mia posizione sulla Romagna quale potenziale regione autonoma. Beneinteso che potrebbe non fregarvene nulla (non della Regione Romagna... o anche... ma intendevo che potrebbe non fregarvene nulla della mia posizione a riguardo); tuttavia devo cercare di evitare di fare politica in un post in cui gran parte delle fazioni politiche hanno preso posizione chiara e nota da tempo. Farò del mio meglio... vi prego solo di non accostarmi a questo o a quel partito perchè sarebbe inopportuno... (oddio... anch'io voto come tutti... ma non è questo il blog per palesare le mie idee... e mi ritengo comunque libero di cambiare idea se non sono soddisfatto in merito alla linea seguita da un partito).
Innanzitutto, prima di farmi un'idea, mi ero documentato un po'; oltre ad essere appassionato di letture in merito alla cultura e alla storia Romagnola (Cesenaticense in particolare) sono andato ad approfondire alcuni testi del M.A.R. (Movimento per l'Autonomia della Romagna) ed in particolare quelli del suo fondatore, l'On.Servadei. Tra tutti posso segnalare il più completo: si chiama "Regione Romagna perchè" ed è un libro-intervista molto completo e molto scorrevole da leggere. Una copia è disponibile anche presso la biblioteca comunale di Cesenatico.
Ma arriviamo al dunque: cosa ne penso a riguardo? Se volessi darvi una risposta brusca e incompleta vi direi semplicemente che sono contrario all'istituzione della Regione Romagna. La mia parte "sognatrice" mi direbbe che:
- la Romagna è un'unità culturale molto forte, quindi la giustificazione storica ci sarebbe;
- la Romagna sarebbe già da tempo dovuta essere regione autonoma, non fosse stato per le decisioni post-unificazione d'Italia; è stata annessa all'Emilia per volere del Re in quanto troppo repubblicana mentre quest'ultima era monarchica. Per tenerci a bada insomma... un presupposto storico che oggi non avrebbe senso di tenerci uniti;
- i dati riportati dall'On.Servadei (che però prendo semplicemente in fiducia...) mostrano che a fronte di un milione di residenti nelle provincie Romagnole (su quattro milioni in totale), le risorse della Regione E-R sono da sempre ripartite sulla nostra zona meno che proporzionalmente rispetto al quarto che ci spetterebbe. Insomma: pare che la zona emiliana sia favorita;
- il turismo balneare, ricchezza primaria della nostra area, pare (pare...) sia stato sempre poco supportato dalla Regione in proporzione all'importanza che riveste;
- delle vie di comunicazione non parliamo. Anche solo se nomino l'E45, ma soprattutto se nomino la Romea, credo che gli operatori turistici vorrebbero stendere un velo pietoso. Tutto il nostro traffico turistico passa da anni per quell'intaso di auto che sono le autostrade di Bologna. E tutti gli anni si dice che si farà qualcosa. E tutti gli anni sembra stia per partire l'autostrada Mestre-Ravenna o una superstrada decente. E tutti gli anni sembra stia per risolversi il problema E45. (...e tutti gli anni non cambia nulla).
Vabè... mi fermo qui... avete capito. Se non avete capito, leggetevi il libro che è molto più chiaro e dettagliato di me. Allora, direte voi, come mai sono contrario alla Regione Romagna? Perchè la mia parte "razionale" mi dice anche che:
- ci sono tante altre unità culturali in Italia inserite presso varie regioni... se in Romagna siamo 1 milione... si potrebbe rischiare la deriva regionalista costituendo 50 o 60 regioni italiane. Un'esagerazione, a mio avviso... ma è la meno... (potrei anche dire chissenefrega... occupiamoci dei nostri problemi... non di quelli degli altri);
- una nuova regione crea innanzitutto nuovi costi tipo il raddoppiamento di tutti gli uffici regionali e di tutti gli enti regionali (ARPA e compagnia bella) e soprattutto crea costi di transizione... tutta una nuova macchina pubblica da mettere a punto... già ce ne sono abbastanza oggi di lentezze, burocrazie ed inefficienze... se poi dovessimo ricominciare da capo non oso pensare quanti anni ci vorrebbero per stabilizzare questo nuovo "bisonte" pubblico; tutti questi costi andrebbero poi pagati da noi. Tuttavia magari si sarebbe rischiato di pensare lo stesso per la neo-provincia di Rimini... (non so come siano andati i primi anni di rodaggio)... oggi credo che i Riminesi siano contenti della loro autonomia;
- ULTIMO, MA NON ULTIMO: se i consiglieri regionali Romagnoli, indipendentemente dalle tessere di partito, non sanno difendere la Romagna e ciò che gli spetta di fronte ad una regione in cui rappresenta 1/4 della popolazione, e che tra l'altro ha da tempo un presidente Romagnolo, come possiamo pensare che difenderebbero i nostri diritti quando anzichè pesare per 1/4, peseremmo per 1/50 nei confronti dello stato? Qui ci sarebbe più che altro da votare in regione gente che abbia apertamente a cuore e difenda allo strenuo le necessità della Romagna, in barba pure ad eventuali ordini dei partiti (...e già qualcosa si è mosso, fortunatamente...);
Ho questi due elenchi sui piatti della bilancia. Ogni tanto il piatto delle ragioni sognatrici prende il sopravvento... ma nella grande maggioranza dei casi è il piatto razionale ad avere la meglio. E' fin troppo banale dire che i Romagnoli sarebbero gli unici a dover decidere; col cuore o con la ragione, quello che fosse il verdetto delle urne sarebbe quello da seguire. Ma penso che passerà molto tempo prima che una nuova riforma costituzionale riproponga la questione.
Quindi? Finito qui? No alla Regione Romagna, punto e basta? Assolutamente no!! Però questo post si è fatto già troppo lungo... finisco di mettere a punto la 2° parte del discorso e ve la pubblico domani...
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io sn una dl tante turiste ke d'estate viene
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