La vena Mazzarini
Quando nomini la “vena Mazzarini” a qualcuno poco avvezzo dei luoghi di Cesenatico, prima ti guarda con una faccia storta e poi ti risponde: “la vena che?!?”. E tu poi dici: “Ma sì, il canale parallelo al mare… quello che taglia il viale Roma”. “Ahaaa, ho capito…”. Non è un nome che rimane molto impresso; sarà forse perchè non è che sia indicata su appositi cartelli. O sai che si chiama così o non lo sai.
Tale vena Mazzarini (vedi la mappa… da tenere come riferimento per tutto il post) è stata creata per motivi “idraulici” di pulizia del canale. Il canale di Cesenatico è artificiale e come tale riceve ad ogni marea una certa quantità di detriti che ne fanno crescere il livello sabbioso facendo arenare le imbarcazioni. Oggi si può pulire il fondale, ma una volta era più difficile. Pensate che c’era un regolamento per Cesenatico che comprendeva, tra l’altro, il divieto di spazzare sulle sponde dalle case in direzione del canale.
Fosse un fiume questo prolema non ci sarebbe. Succede al contrario che, durante le forti mareggiate, la marea porti con forza i detriti nel canale e, passata la burrasca, il morbido ritorno delle acque verso il mare ne lasci sul fondo buona parte. Serviva quindi una sorta di “scorta di energia” in più per aiutare il ritorno dei detriti in mare: la vena Mazzarini. Essendo parallela al mare, non subisce eccessivo ingresso di sabbia. Invece l’acqua passa lo stesso e, al ritorno in mare, aiuta col suo tragitto a tener pulito il canale.
Oggi in realtà la struttura dei collegamenti è molto più complessa (vedi la mappa) ma non mi voglio dilungare. Sappiate per ora che la vena va dal canale fino al viale Trento. E’ diviso all’altezza viale Anita Garibaldi da un ponte ricostruito di recente (che si apre… che si dovrebbe aprire… io non l’ho mai visto aperto… però mi fido…) e su viale Roma da un altro ponte. Ogni tratto è a sua volta diviso da un ponticello pedonale; uno tra via A.Garibaldi e viale Roma e un altro tra viale Roma e viale Trento.
Negli anni del boom turistico la vena Mazzarini è stata luogo di gossip animalesco. Alcuni pescatori avevano preso un delfino e, invece di cazziarlo visto che i delfini davano problemi alle reti, lo avevano messo nella vena Mazzarini, all’altezza della chiesa di San Giuseppe. Coccolato, anzi, coccolata e riverita: la chiamarono Lalla. Ve l’immaginate di passeggiare a Cesenatico e di vedere saltare un delfino? Bhè, negli anni ‘60 era così. La notizia si diffuse e, tanto per gradire, dagli Stati Uniti mandarono un delfino (maschio) a farle compagnia: Palooza. L’incontro fu celerato come un evento e divennero una coppia da gossip. Successivamente venne inserito nella vasca un terzo delfino nostrano e pare che Palooza fosse triste a causa delle troppe attenzioni di Lalla verso il gallo (pardòn, delfino) Romagnolo. Vi fu pure un rapimento, si dice ad opera di alcuni Cervesi gelosi; ma si vocifera che fosse tutta una montatura pubblicitaria; non lo sapremo mai. Venne anche l’idea di creare un vero e proprio delfinario, di cui la vena rappresentava l’embrione, ma non se ne fece nulla. Si voleva lasciare gratuito lo spettacolo. Gli altri delfinari della riviera vennero solo dopo. Negli anni successivi la zona tra viale Trento ed il primo ponticello pedonale venne utilizzata anche per eventi sportivi quali gare di pallanuoto o di palla-canoa.
Oggi il tratto tra viale Roma ed il canale sembra destinato a diventare un attracco turistico di imbarcazioni mentre da viale Roma a viale Trento la discussione impazza. Oggi è principalmente luogo di pescatori della domenica, che grazie alla presa a mare pescano qualche specie locale (ossia hanno collegato la parte finale di viale Trento fino al mare con tubi sotterranei in modo da far circolare l’acqua). Cosa diventerà? Non lo so… spero solo che sia per tutti uno spazio da vivere, e non uno spazio da guardare dalle sponde.