Monday, May 21, 2007

Una canzone, tanti ricordi…

Anche questa Novecolli è andata. Ok, non centra nulla, però mi è venuta in mente la canzone degli Stadio dedicata a Pantani. L’ho ritrovata nell’inizio del film sul Pirata (che tra l’altro a me è piaciuto e l’ho pure riguardato in DVD) e la faccio riascoltare anche a voi.

alt : http://www.youtube.com/v/3Yvd7fycvRI

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Che caldo!

Ieri in giro per Cesenatico era un gran caldo! Si stava da dio. Parcheggio sgamato come al solito e poi via in vasca. Ci si incontra tutti e si parte per la svascata in viale Carducci. Ho notato in particolare che:

- c’era un traffico enorme… l’arrivo della Novecolli in zona Colonia Agip era preso d’assalto… ottimo motivo per evitare quella zona;
- sul viale Carducci cala la gente ma le macchine tutt’attorno aumentano… tanti sono al mare quindi… beati loro; io per quest’anno ne vedrò pochino per cause di forza maggiore;
- il negozio della Fila, vicino alla pizzeria del “baffo”, che aveva il cartello “Riapriamo a Marzo 2007″, ha tolto pure il cartello. Riapre? Bho… secondo me no… non aveva della gran bella roba a mio avviso… mha!

Siccome siamo arrivati in vasca verso le 16:00, dopo un’oretta e mezza di camminata e di chiacchiere che fare? Ma ovviamente aperitivo! Siamo andati al Cirighito; si trova nella fascia tra gli alberghi e i bagni, vicinissimo al molo… più precisamente dietro alla Colonia Veronese… e più precisamente ancora sotto al Bitter Club.

Bell’aperitivo? Mha! Un locale generoso si riconosce da quello che mette sul bancone. Quando trovi tutte quelle robe strane, mi puzza… sembra che lo facciano apposta perchè la gente così non li mangi… o ne mangi poco… e sembri che il bancone sia sempre pieno di roba. Tant’è che quando arrivano dei vassoi di cibarie decenti vengono prese d’assalto. Dico la verità: secondo me il Pasarejla su questo punto è molto migliore. Ma vabè… ogni tanto va bene anche cambiare. No? Poi ditemi il vostro parere.

Al ritorno una fila lunghissima! Aspettare? Ma non ci penso nemmeno. Dal viale Trento, intasato, ho svoltato a sinistra per poi sbucare da dietro allo stadio ed avere quindi pure la precedenza. E sulla corsia di decelerazione della statale, che porta alla rotonda? In pochi hanno capito che la rotonda è a 2 corsie e che se stai sulla destra (superando velocemente tutti i mezzi in fila sulla parte sinistra di tale corsia di decelerazione) poi puoi comunque svoltare verso Cesena. Ok… adesso lo sanno anche i prossimi turisti.

 

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Sunday, May 20, 2007

E il vincitore della Novecolli 2007 è…

A quest’ora starà arrivando il vincitore al traguardo, ricordando i tempi medi di percorrenza delle teste di serie… qualcuno di voi conosce il nome del vincitore?

Bhè, comuque complimenti anche a tutti gli altri 10.999… io una volta ho provato a farla… vabè… non ufficialmente iscritto, ma così per provare… vabè… son partito da un po’ più avanti della partenza ufficiale… vabè… quand’è arrivato lo sciame di corridori in testa mi stavano praticamente travolgendo e trascinando fuori carreggiata… vabè… mi ero illuso che il primo dei nove colli fosse Bertinoro e di trovare un ristoro gratuito dove potermi infiltrare abusivamente… vabè… quando ho saputo che non era così, stremato dalla fame e dalla sete, son tornato miserevolmente a casa.

 

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Saturday, May 19, 2007

La vita dura del dopoguerra

Le specificità delle varianti del dialetto Romagnolo rispecchiano la zona di provenienza. A Cesenatico esistono due varianti: il dialetto delle campagne, quello mai contaminato, e il dialetto della città, contaminato dall’influenza dei pescatori provenienti dal chioggiotto che hanno dato il via all’attività marittima della città. Infatti pure alcuni cognomi cesenaticensi provengono da Chioggia. Esempio: neve si dice “nèiva” in campagna e “nàiva” in città.

Ho trovato una poesia in dialetto di città. La trovate a pagina 166 sul libro “Storia di Cesenatico” di Davide Gnola, uno dei miei grandi riferimenti per la storia della città; è una poesia di Mino Casali. Parla del dopoguerra, della vita difficile dei pescatori, dei tempi di miseria ma pure di tanta dignità e voglia di andare avanti; parla del fratello che è morto in mare urtando una bomba lasciata dai tedeschi. L’ho trovata significativa quindi ve la riporto, sperando che l’autore non me ne voglia. Se dei passaggi non sono chiari, ho anche la traduzione originale.

E’ mi fradèl

Incùa a so stè int e’ campsènt,
par un po’ a so armast insansè.
Int e’ guardè al lapidi
u m’è vnu int la maint
tot qui che i è murt int e’ lavurè.
O’ guardè e’ mi fradèl:
quant loti che avém fat insém
par putài campè.
E’ cmandèva una parènza a vàila,
i pschéva a cocia
cun un batèl zariòt.
I era quatar amìgh: Dante, Dario, Mario e Pino.
I burdizéva cun siròch
par purtès davènti e’ port,
ma i tedésch i à lasè a lé
un urdégn murtèl.
Int e’ ziré la parènza
par fè la burdèda
i à mnè cun e’ timòn
e l’esplosiòn.
I lutèva
cun e’ lavòr
e’ vent
e poch da magné,
ma i era cuntint
parché i cardéva
int la libertà
invizi i n’è piò turnè a ca’.

 

P.s.: la paranza non è una danza, ma una imbarcazione. Almeno per i pescatori…

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Come congelarsi…

Avviso ai turisti: il molo sarà anche un luogo affasciante, ma il bagno fatelo lato mare, non lato canale… ci passano le barche e l’acqua non risulta quindi poi così salubre…

alt : http://www.youtube.com/v/kE5EDhnZJfQ
P.s.: almeno tieni dritto l’obbiettivo

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Wednesday, May 16, 2007

Andar per mare

Qual’è il bello dell’andar per mare? Forse l’essere immerso e disperso nella natura, nel mare; solo mare e vento che soffia. Navigare da un po’ la sensazione di sentirsi vecchi lupi di mare, quasi come se fosse sempre stata la nostra casa; quasi cercando un’isola deserta dove naufragare. Basta una piccola imbarcazione. Per chi è poco pretenzioso anche solo un pedalò o un windsurf.

Ho imparato a 12 anni ad andarci. Andavo a Pinarella di Cervia da un istruttore privato. Dopo leggere lezioni su di un windsurf “a secco” (una tavola girevole piantata nella sabbia con vela incorporata), ecco il battesimo del mare. Sembra facile, ma soprattutto sembra facile all’inizio. Dopo 20 minuti già ti fanno male le braccia e quando cerchi di virare o strambare (girare) la vela inizia a pesare un casino sotto la spinta del vento. Però se uno ha passione, in 3 lezioni impara. Ma poi, se come me avevate a casa un windsurt anteguerra pesante come un macigno, dalla scuola a Pinarella all’andar da soli a Cesenatico le cose cambiano, eccome. E finito il giro lo devi pure smontare e lavare dal sale del mare.

Sappiate subito che windsurf e kitesurf, ossia il surf trainato da un parapendio, sembrano coinvolgenti se visti dalla spiaggia: lì però, mentre andate, siete soli. Quindi o vi piace il mare e questo sport, oppure vi sentite dei coglioni che stanno andado avanti e indietro ripetutamente, facendo tra l’altro una fatica boia invece di riposarvi durante le ferie.

Se così non è, posso cosigliarvi qualche lezione alla Scuola di windsurf Mazzanti, a Valverde (ho sentito parlare solo di quella). A Cesenatico è attivo anche il Windsurf Club, un’associazione che non conosco molto bene ma che da quel che so è il classico pretesto per far baldoria. Non so se facciano anche lezioni; suppongo di sì. Confrontate voi i prezzi, eventualmente.

Se invece ad andar da soli vi rompete le scatole, può significare due cose: o che vi dovete accontentare del noleggio di un pedalò, che in 4 poi non si spende neanche tanto per mezz’ora (un consiglio: offritevi di pedalare per primi, all’andata… vi assicuro che al ritorno sarete più stanchi… e sarà più bello far pedalare gli altri…)… dicevo… oppure non potete far altro che prendere qualche lezione di vela (e qui comiciamo a parlare di vera vela) alla mitica Congrega Velisti di Cesenatico, nota anche per essere l’ente organizzatore delle Vele di Pasqua, l’evento che apre ufficialmente la stagione pre-estiva. Basteranno anche 4 o 5 lezioni per imparare ad andar per mare, dopo di che potrete noleggiare una piccola imbarcazione ed andare per i fatti vostri, magari con qualcuno a bordo. E, ultimo ma non ultimo, sarete anche voi soci della Congrega.

Per i più danarosi c’è ovviamente l’esclusivo Circolo Nautico di Cesenatico, che tra l’altro tra un po’, con la sistemazione della Vena Mazzarini, vedrà probabilmente crescere i posti a disposizione (credo). Non posso dire molto a riguardo dato che non è un club adatto alle mie tasche.

Buona navigazione a tutti i lupi di mare.

 

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Tuesday, May 15, 2007

Ammira il presepe della marineria

Non hai mai visto il presepe della marineria di Cesenatico? Ti scoccia aspettare fino a Natale per vederlo di persona? Ecco allora qualche anticipazione grazie a Youtube… ma mi raccomando… visitarlo dal vivo fa tutt’altro effetto spettacolare!!

alt : http://www.youtube.com/v/fL7QFwXmP5w

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Monday, May 14, 2007

Pranzo in famiglia sulle colline

Dato che non è che non metta mai piede fuori da Cesenatico, ieri abbiamo fatto una mangiata famigliare. E per farla bene? Bisogna essere almeno dieci e scegliere un posto non lontano ma comunque un po’ imboscato: l’azienda agrituristica La Gaiofana. Non c’ero mai stato.

E’ un agriturismo sui colli di Tribola di Borghi (da Savignano prendete per Borghi, poi a Tribola ad un certo punto voltate a sinistra… forse c’è pure il cartello… vabè chiedete… poi la strada si stringe, diventa inghiaiata e infine sale che la macchina sballotta tra le buche finchè non arrivate). Arrivati alla zona ci accolgono i ragli di un asino e delle oche che hanno il recinto proprio di fianco al parcheggio; veramente suggestivo! (…a parte il polverone che alzano quelli che con la macchina arrivano dopo di voi)

Il posto ha qualche bungalow da affittare, una piscinetta che nelle giornate calde come ieri ti vien voglia di buttarti, il bersaglio del tiro con l’arco e diverse altre zone polverose che la rendono un vero e proprio paradiso. Ho visto anche un cartello che indicava percorsi a cavallo ma di cavalli non ne ho visti (che usino il somaro?). Ma ciò che lo rende unico è il panorama che si coglie da quel punto della vallata leggermente rialzato; un imbuto di colline tutte mosse e variegate che ti fanno sentire disperso in un luogo lontano. Il grattacielo di Cesenatico non si scorge da nessuna parte. Il mare men che meno.

La zona del ristorante è una casetta, dove poi credo (credo) viva pure il gestore, che ha principalmente 2 stanze dove mangiare. Ma non 2 stanzoni da cerimonie… ci staranno 50 persone al massimo tra tutte due. Un cane lupo vagabondo sta sulla porta costringendoti a scavalcarlo; non fa niente, ma proprio niente… non si sposta nemmeno se lo scansi. L’interno è arredato alla Romagnola, ma non quella degli ambienti ricostruiti… proprio mobili vecchi vecchi. Le cameriere sono giovani ragazze informali.

Come si mangia? Qualche parente si è lamentato un po’, a me invece, che non sono un palato fino, è piaciuto tutto. Del tipo… il Sangiovese, per quel poco che bevo, non lo assaggio nel retrogusto. Lo bevo e poi o mi piace o mi fa cagare (finezza). Quindi se non siete dei “shèf”, andateci e magari portatevi il costume e chiedete di fare il bagno nella piscina o di tirare con l’arco (non si paga). Quanto abbiamo speso? Bhooo… pagava il festeggiato; noialtri ci siamo alzati da tavola alle 16:00 pieni come dei maiali. E secodo voi dove sono andato poi a passeggiare per smaltire un po’?

 

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Sunday, May 13, 2007

Il giullare

Oggi, tornati al mercatino dei cibi tipici europei per una toccata e fuga, ho visto in prossimità della rotonda su piazza Costa quello che io chiamo il giullare. E’ un tizio, credo sui 35 anni, con accento toscano, pizzetto e capelli biondi lunghi, che si veste da giullare, da soldato medioevale o da mago merlino. Insomma, credo che i temi medioevali lo attraggano molto.

A sentirlo parlare, sia quando “recita” il ruolo, sia quando si prepara, sia quando gira con la sua bicicletta unica e riconoscibilissima con tutti quegli aggeggi attaccati… dicevo… a sentirlo parlare uno la domanda se la fa; c’è o ci fa? Sembra veramente che creda di essere il personaggio che interpreta e sembra su un’altro pianeta quando lo senti parlare, ogni tanto anche da solo, davanti alle sue valigie piene di cianfrusaglie.

Bhè; non so quale sia la verità. So solo che quando si esibisce i bambini restano affascinati da questo personaggio che crede fino in fondo in quello che fa. Non un attore che fa l’artista di strada per lavoro, ma un vero artista, nell’animo intendo, e la strada è il suo teatro naturale. Non solo per denaro, ma per passione (ci mancherebbe… ovviamente deve mangiare anche lui).

Mi sbaglio? Non lo so. Però spero scorrazzi a Cesenatico per tanto tempo ancora.

 

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Saturday, May 12, 2007

Cibo in strada

Ma dove volevate che andassi oggi se non al mercatino europeo dei cibi e dei prodotti tradizionali? Che poi prodotti tradizionali mica tanto; c’era pure chi vendeva divanetti in vimini… me lo vedo io uno che torna dalla vasca con un divano sulla schiena… ma andiamo per ordine!

Traffico sostenuto ma scorrevole, solito parcheggio sgamato in uno dei posti dove trovo sempre, e poi via in vasca. Gli stand partono dal Lidò, ossia circa 500 metri a nord del grattacielo, e arrivano giù fino alla rotonda col viale Trento. C’è n’è anche sul viale Roma fino alla vena Mazzarini. Per chi non capisce, consiglio lo stradario.

Arriviamo verso le 17:30 così da riservarci un po’ di tempo per la vasca prima di mangiare. Degni di nota c’erano lo stand dei panini con la salsiccia calabrese, preso d’assalto per cena, e quello dei giochi di prestigio. Cosa centra col mangiare? Nulla; però adoro i giochi di prestigio! Spettacolare poi quell’aria di estate che pervade quando senti tanti accenti diversi per strada; ma non parlo dei venditori… parlo dei turisti.

Ci fermiamo in una bancarella pugliese per del pane da crostini e una spianata col pomodoro da sbocconcellare subito; 8 euro. Pensavo di meno. Poi ci fermiamo in una bancarella siciliana per dei dolci alla pasta di mandorle. Due etti sono 5 euro; nel sacchetto abbiamo poi contato 5 dolci in tutto. Comiciamo bene…

Tra alcuni saluti ad amici in vasca e la moglie che esamina tutte le bancarelle, si è fatta ora di cena. Che si fa? Io già lo sapevo; wuster tedesco in mezzo al pane, per poi raggiungere la moglie allo stand della piadina (munita di tavoli). Nota: un panino con wusterone rosso 5 euro e non mi hanno fatto nemmeno lo scontrino!! Tutto il mondo è paese… vale anche per i tedeschi checchè se ne dica. Per la piadina e le bevande varie se ne sono andati 8 euro.

Mangiamo al tavolo tra tanta gente. Che bello il cibo mangiato in strada! E’ un’esperienza di libertà. Beneinteso; faccio la spesa al discount e non son certo un palato fine. Ma ogni tanto qualche stravizio bisogna concederselo, no? Dunque, ho speso 8 euro + 5 euro + 5 euro + 8 euro; totale 26 euro. Vabè; in compenso son tonfo come il cinghiale imbalsamato davanti allo stand dei prodotti di Norcia. Buona vasca e buon appetito!

 

P.s.: nel tornare alla macchina son passato davanti al Mazzarini 95 ed era pieno… evidentemente il suggerimento di maxdeziznatic e di Muskio è più che giusto…

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