I Caplèt
Stavo guardando “Mela Verde”, il Linea Verde tarocco di Rete4… quando mi è sorta spontanea una nota di indignazione… tema: i cappelletti. Da quando andavo in giro coi calzoni corti, una differenza culinaria rigorosissima che divideva l’Emilia dalla Romagna era il nome dato alla pasta ripiena a forma di ombelico… in Romagna capelletti (Caplèt)… in Emilia tortellini (turtlèin).
Cosa ti sento invece? “Come si fanno i cappelletti”… dico io… haa che bello… un pastificio locale? Di dove saranno?… “…il cappelletto emiliano..”… cappelletto emiliano????… e ti vedo dei tortellini piccolissimi… tra l’altro FATTI A MACCHINA E CHIUSI A MACCHINA!!!!! Orrore!!! Gli concedo il beneficio di averli chiamati cappelletti emiliani… specificando emiliani… a intendere che non sono Romagnoli!
Cari turisti! Non vi fate abbindolare da questo servizio!! In Romagna, quando parli dei Caplèt, intendiamo solo ed esclusivamente un prodotto così composto:
- innanzitutto non sono degli sgorbi così piccoli ma sono dei signori Cappelletti… belli grossi… grandi… belli ripieni;
- i Caplèt tradizionali sono ripieni di mix di formaggi, in particolare con la presenza del formaggio di fossa;
- i Caplèt NON si fanno in fabbrica. NON ESISTE. O si trovano in un pastificio artigianale, o vi vengono offerti da un’azdòra locale;
- a rafforzare quanto sopra, la sfoglia dei Caplèt è “tirata”col mattarello in legno, che rende la superficie porosa e ideale per lasciarsi appiccicare dal ragù o intingersi nel brodo di gallina;
QUINDI! Se in un negozio troverete un pacco di “cappelletti” confezionati, attenzione! Non sono cappelletti Romagnoli… e se scrivono “Romagnoli”, vi stanno fregando. Il cappelletto Romagnolo è solo ed esclusivamente fatto in casa.