Cesenatico di fine ‘700
Sto provando l’ebrezza di girare per ammobiliare quell’insieme di spazi lillipuziani che tra qualche mese chiamerò “casa mia”. Entri nel mobilificio pensando di avere le idee chiare e di dare un’occhiata accurata un po’ a tutto; esci che hai visto poco o niente e hai le idee più incasinate di prima. Comunque! Posso io arredare la mia casetta (ops… l’appartamento… va là… non esageriamo coi termini…), dicevo… posso arredarla senza fare un giro presso mobilifici Cesenaticensi? No che non posso, infatti oggi è stato il turno di un mobilificio di media qualità molto carino.
Quindi oggi parlo di mobili? Assolutamente no; era solo per dire che mentre ero seduto nell’ufficio del titolare, su di una parete ho notato una grande stampa di Cesenatico, datata 1776, di Sebastiano Sassi. E’ una immagine molto accurata dell’epoca; basti pensare che è in vista aerea (insomma… ritrae Cesenatico dall’alto…) e, dato che non credo che Sebastiano Sassi avesse l’elicottero personale, bisogna riconoscere che ha fatto una minuziosa ricostruzione. Innanzitutto per vederla in grande, potete cliccare qui; passiamo quindi ad illustrare un po’ di dettagli, ed in particolare vorrei soffermarmi su ciò che c’era e ora, purtroppo, non c’è più.
Innanzitutto sulla destra potete vedere una torre, la cosiddetta “Torre Malatestiana” bombardata dai tedeschi durante l’ultima guerra mondiale e di cui oggi rimane intatta più che altro la base. La potete vedere entrando in città dalla Statale Adriatica; venendo da Rimini ed uscendo sulla corsia di decelerazione che porta al rotondone, ve la trovate sulla destra, in un parco che spero terminino presto e che, soprattutto, colleghino al centro storico… magari con una passerella pedonale applicata all’attuale ponte ferroviario. Quella, in realtà, è la torre principale di una rocca; di Rocca Malatestiana si dovrebbe parlare ma da troppi secoli le mura sono sepolte e scavare forse significherebbe realizzare una malsana e uniforme pozza d’acqua… meglio accontentarsi della base della torre, insomma.
Poco più in basso vediamo il canale, anticamente attraversabile tramite due ponti a schiena d’asino. In sostanza ricalcano la posizione dei ponti che oggi sono individuabili nel “ponte del gatto”, ossia quello che costeggia la ferrovia, e nel ponte che porta in piazza di Garibaldi. Quest’ultimo nell’immagine riporta chiaramente anche le due colonne a testimonianza della breve dominazione Veneziana; chissà che un futuro restauro o rifacimento del ponte, magari quando il passaggio diventasse unicamente pedonale, non possa essere fatto ispirandosi alla vecchia struttura evincibile da questo disegno.
Vicino all’attuale piazza Pisacane, o di Garibaldi che dir si voglia, il turista attento potrebbe notare una torre anomala; era una torre sotto la quale si passava passeggiando sul lungocanale e se non ricordo male è crollata a causa del terremoto del 1875, ribattezzato il “terremoto di Cesenatico” per gli ingenti danni causati alla città. Oltre alla torre si possono scorgere anche due edifici sul lungocanale… ora, passi per gli edifici… ma è veramente un peccato che quella torre sia andata persa.
Un po’ più a sinistra è possibile notare un’altra torre (… nota… tre torri nell’arco di poche centinaia di metri… e tutte cadute… sarà per compensarle che poi è stato costruito il grattacielo?)… cazzate a parte, quella torre era adibita a guardia del porto dagli attacchi provenienti dal mare. Se non ricordo male è stata distrutta da una flotta inglese… ma sia come sia oggi è possibile vederne il perimetro in piazza Ciceruacchio. Peccato anche in questo caso che non si possa lasciare la superficie coi lastroni trasparenti; l’acqua filtrante coprirebbe il tutto, quindi ci tocca solo immaginare come potrebbe essere stata. Un vicolo che si dirama da piazza Ciceruacchio la richiama ancora col suo nome: “Via del fortino”.
Senza far finta di essere lo storico che non sono, possiamo notare come la cittadina, nata quasi 500 anni prima con lo scavo del fossato adibito a portocanale, non fosse poi così estesa. La legenda inferiore mostrava solamente 20 luoghi degni di nomina. Credo che questa illustrazione sia una delle opere storiche più di valore per Cesenatico; perchè non farne una gigantografia da mettere sul portocanale? Oppure sulla parete del Comune… sicuramente anche l’estetica ne guadagnerebbe…