Il luna park di Valverde
Cari turisti, oggi non vi parlerò di cosa troverete al luna park di Valverde… non fatevi illudere dal titolo. Eggià, perchè io è una vita che non vado al luna park… magari descriverei attrazioni che non ci sono più o atmosfere inesistenti. Oggi voglio piuttosto parlarvi di com’era il luna park, diciamo così, circa 10 o 12 anni fa’. Ma sì… sono solo ricordi di quand’ero ragazzino e ci si passavamo in compagnia praticamente quasi tutte le sere estive. Poi magari ditemi se è ancora così o meno, se ci passate.
Si partiva dal bar in motorino verso le 9 di sera magari dopo qualche partita a stecca (traduzione: a biliardo) o marafone. Giusto il tempo di esserci un po’ tutti. Si andava anche in due in motorino; NON lo fate che è pericoloso… ma c’era chi non aveva il motorino o chi era perenemente “scecco” (senza benza) e si arrangiava elemosinando passaggi come poteva. Che al ritorno, poi, c’erano alcune serate fredde in cui quello dietro era il più fortunato, dato che non si beccava le folate di aria fredda sullo stomaco. E quando veniva giù il classico acquazzone estivo, ci si bagnava per metà a testa, cercando di stare più attaccati possibile. Ovviamente si passava da strade di campagna per evitare pattuglie rischiando il sequestro del mezzo, nonchè la multa. In fondo però carabinieri e poliziotti non erano troppo severi; un po’ di ramanzina e il più delle volte ti lasciavano andare.
Il luna park di Valverde era (ed è) sul viale Carducci proprio attaccato al cartello che segna l’inizio di Valverde. Parcheggiavamo i motorini sul retro lucchettandoceli a vicenda; una sistemata ai capelli che il casco ci aveva spianato, e poi all’arrembaggio. Il luogo di presenze più gettonato era l’autoscontro; il sabato sera il suo bordo pista era affollato come le corsie di una discoteca. Piena di ragazzi intenti nell’arte dell’imbrocco, specie nei confronti delle tedesche che a grappoli arrivavano dai vari alberghi vicini. In secondo luogo le bresciane, che avevano una certa fama poco carina da ripetere su questo post. Ogni tanto ci si faceva pure qualche giro sulle macchinine e lo sport più gettonato era andare a sbattere contro le macchinine delle ragazze più carine o di quelle più cesse; quest’ultime venivano colpite molto più violentemente anche da più macchine in contemporanea tanto da farle ogni tanto sobbalzare. Vabè… cazzate di gioventù.
Verso una cert’ora ci si spostava verso il punchball: i più tamugni del gruppo facevano a gara per chi otteneva il punteggio più alto o per chi, addirittura, raggiungeva il massimo. Io non provavo quasi mai, onde non distruggere le mie esili braccia. Me ne stavo ai bordi a guardare, con la mia coca-cola eternamente in mano; la birra mi faceva (e mi fa) schifo… e la Bacardi Breezer ancora non esisteva! Raramente si giocava, salvo quanto detto sopra per l’autoscontro o il punchball; più che altro si andava per imbroccare e per stare in compagnia. C’era tanta gente e c’erano gruppi di tutte le zone di Cesenatico.
I più scaltri si vedevano subito; braccio in spalla ad una ragazza conosciuta da poco, si allontanavano attraversando il Carducci ed incamminandosi lungo la viottola che porta alla spiaggia. Per loro era fatta. Era in quegli anni che si vedeva la differenza tra le “parole” dei birri ed i “fatti” dei galli; chi si è fatto la fama di imbroccatore, in buona parte dei casi se l’è fatta in quelle serate al luna park.
Quando eravamo fortunati vedevamo una turista in gonna entrare nella casa dell’orrore, proprio di fronte all’autoscontro. La poverina non sapeva che alla fine del persorso si passava per una corsia in vista, a beneficio di tutto il luna park, dove diversi soffioni di aria dal pavimento, pilotati a dovere dal proprietario, mettevano in bella mostra mutandine e perizomi (…oggi forse il giostraio verrebbe denunciato per molestie sessuali).
Vabè… forse eravamo in cerca di chissacosa dalle vacanze estive… però quegli anni li ricordo con piacere… segno che in fondo ce li siamo goduti veramente.