La sala giochi
Si vabè, forse è un post più adatto a turisti con dei figli, però dai… non fate i fighetti… lo so che ogni tanto piace anche a voi sfogarvi in sala giochi, con schiamazzi più rumorosi di quelli dei bambini, specie quando il “branco” è composto solo da portatori insani di ormoni maschili. Le sale giochi sono un po’ per tutte le età. Da piccoli si chiede ai genitori l’inserimento di gettoni, uno dietro l’altro, per il giro sull’elicotterino di resina. Crescendo, con la paghetta limitata, ci si deve dosare meglio; ecco allora che ci si concentra su uno o due videogiochi cercando di arrivare con un gettone il più lontano possibile. Poi si cresce ancora; a quel punto in sala giochi si va anche per cacciare le prede, che nel frattempo hanno sciolto le treccie ed accorciato le gonne. Quando si entra nel turbine delle compagnie con le coppie fisse invece si torna indietro: si ritorna ai flipper, alle competizioni di macchine ed alla “stecca” (alias, il biliardo). Il passo finale è il videopoker o una giornata intera su quelle macchinette che sembra debbano far cadere tutte quelle monetine e tu butti e butti e non ne cade nemmeno una. No! Ecco! Una è caduta! La reinvesti ributtandola in un punto che “sicuramente lì ne cadono un sacco”… tanavigliàca… poi invece perdi anche quella.
Comunque! Come al solito ne indico qualcuna, quelle che conosco meglio. Comincio dalla sala giochi Il Dollaro; è sul viale Carducci pochi metri più a sud del grattacielo. Fuori vedete in bella mostra quelle odiose macchiette con le pinze per prendere il pupazzo che quando affondi sei sicuro di averlo preso e poi le pinze si aprono a mo’ di mani-di-merda e non prendi mai niente. Io almeno non ho mai preso nulla. Ma ve la metto per prima per un solo motivo: ma quanti Daytona Rally ci avrò fatto li dentro? Una valanga! Rigorosamente almeno in due, meglio se in tre, ancora meglio se occupando tutta la fila di postazioni collegate. Rigorosamente livello facile (così facevamo più giri), rigorosamente schiacciandoci a vicenda sul guardrail. Perdevo spesso ma le poche occasioni vinte erano per me motivo di orgoglio nonchè privilegio di “pugnetta” verso i perdenti: dicesi “fare la pugnetta” quando sfotti i perdenti in modo miserabile fino allo sfinimento.
Poi, anche per centralità, proseguo nominando la sala giochi Miss America. E’ proprio al centro del viale Carducci sulla zona dell’isola pedonale. C’è una vasta scelta di videogiochi anche qui: da quelli per bambini, inclusa una minipista esterna di macchinine a scuzzo di fianco, lato molo, a quelli per adulti, inclusi i videogiochi d’azzardo che, scusate, ma vi scoraggio ad utilizzare. Chi conosce la statistica sa che il casinò è strutturato per far vincere sempre il banco. Gli altri sono polli da spennare. Divertitevi con moderazione, se vi piace. Ma non fatevi spennare. Sennò poi mi sento in colpa pure io che vi ho dato il posto.
Ma lascio per ultima la sala giochi della Motta. Non si chiama così, anzi c’è pure un’insegna sul Carducci tra Valverde e Villamarina, che ne indica direzione e nome. E’ vicino al Ristorante Da Giorgio, in viale Leon Battista Alberti, una via perpendicolare al mare. Però da quando ero piccolo la sentivo chiamare sempre come “La Motta”… e per noi è sempre stata “La Motta”. Punto. Perchè la nomino con privilegio? Bhè! Ma perchè il mio primo giro i motorino oltre i confini del mio quartiere l’ho fatto proprio per andare lì. I miei mi avevano appena comprato un Ciao Piaggio (modello base base base che per meno non ti davano nemmeno un Mosquito) ed i miei amici, tra Vespe e College elaborati, dovettero praticamente aspettarmi per tutto il tragitto. Tra l’altro pochi mesi dopo il mio brillante acquisto, scoppiò la moda degli scooter; ma tanto i miei non me l’avrebbero preso. L’unica soddisfazione il mio Ciao me l’ha data quando a causa di una botta tremenda ho perso per terra la marmitta (tutta); senza marmitta quel giorno ho guadagnato quei 5 o 6 km/h buoni buoni… che per uno abituato ad andare ai 42 km/h non sono mica uno scherzo. Tornando a noi!! Il locale non è bellissimo ne ampissimo ma al secondo piano c’erano (anzi, ci sono) due biliardi sui quali abbiamo fatto tante di quelle partite che un po’ del panno verde è consumato anche grazie a noi. Quanti ricordi!! Da non buttare via poi il fatto che “ai miei tempi” la sala giochi era piena di tedesche; ora non bazzigo più la zona, se non saltuariamente, quindi scopritelo voi. Mal che vada, se vi va male… cioè a me andava male praticamente sempre… c’è il Ristorante Da Giorgio dove sfogarsi mangiando una pizza notturna.
P.s.: questo è uno squarcio della Piazzetta delle Conserve postato su Flickr da Tuna Bites… pittoresco, no?