Wednesday, April 11, 2007

A Santarcangelo per mangiare la carnàza

L’altra sera siamo andati in gruppo a mangiare in un ristorante a Santarcagelo. Un posto alla buona, un posto di quelli che chiamano “da camionisti”, dove si mangia bene e si spende il giusto. Non ho detto poco, ho detto il giusto.

Si chiama “Chiar di Luna” ed è sulla via Emilia. Per arrivarci, da Cesenatico proseguite verso Cesena. Alla rotonda al confine tra le frazioni Borella e Villalta voltate a sinistra verso Savignano. Andate avanti finchè ne avete; dovete passare dopo 5/6km un cavalcavia sull’autostrada ed un’altro sulla ferrovia. A quel punto arriverete ad una rotonda sulla quale dovrete voltare a sinistra, in direzione Savignano e Santarcangelo. Proseguite per qualche km fino ad entrare a Santarcangelo paese, passate 2 semafori, andate dritto alla rotonda, e dopo 500 metri troverete un distributore alla vostra destra. Dietro al distributore c’è questa locanda.

Noi ominidi carnivori non abbiamo voluto farci mancare il piacere della carnàza (di pronuncia con la “z” di ‘zoccola ed in Romagnolo significa “carnaccia”, carne rozza). Si usa per dire il misto di castrato, salsiccia, pancetta, ecc… unte e bisunte, serviti nelle classiche fiamminghe di metallo. Contorno di patate arrosto e vai con lo show. Veramente buona. Il cameriere pelato era pure molto simpatico e di compagnia… sarà che non c’era troppa gente. ù

Le dame hanno preferito ripiegare chi sulla pasta fatta in casa, chi sulla pizza. Poi dolce e caffè. 14 euro a testa. Direi che è andata bene. Se vi va, non prima di aver passato tutti i possibili baracchini della piadina e ristoranti di Cesenatico, passateci.

Nota: non prendo provvigioni dal locale… semplicemente mi sono trovato bene e ve lo consiglio. 

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Monumento in memoria di Marco Pantani

In primavera sulle strade della riviera e su fino alle colline Romagnole, con le belle giornate, fioriscono le margherite e gli accidenti. Gli accidenti, scherzosamente, sono quelli che gli automobilisti dedicano ai ciclisti che a gruppi di 2, 3 o anche a stormi di decine, diventano padroni insorpassabili della carreggiata.

Gruppi ciclistici nostrani, ma spesso anche d’oltralpe, affollano poi Cesenatico in particolare con l’avvicinarsi della Novecolli, una granfondo (che neanche so cosa significhi…) amatoriale di rilevanza nazionale organizzata dal locale Gruppo Cicloturistico F.Coppi di che vanta circa 10.000 partecipanti in ogni edizione.

Per tutti loro, ma anche per i semplici turisti, una meta usuale è il monumento dedicato a Pantani. Si trova in Piazza Marconi (una piazzetta-giardino che si affaccia sul viale Carducci) ed è installata su di un piedistallo di roccia inclinata a ricordare le salite del Magico Pirata. Per arrivarci, diciamo partendo da piazza Costa, la piazza del Grattacielo e del Grand Hotel, proseguite per circa 1 km verso Rimini e ce l’avrete sulla vostra sinistra. Non vi immaginate una gran piazza, ma a fianco al monumento troverete spesso fiori, bigliettini e testimonianze di affetto. Se volete vedere la pagina in diretta, poi, potete collegarvi alla webcam dell’Hotel Leonardo.

Altra tappa d’obbligo per i fan di Pantani è lo SpazioPantani, un museo a lui dedicato che si trova di fianco alla stazione dei treni. Si può raggiungere anche a piedi se state facendo una vasca sul portocanale; due passi in più non faranno male. Non ci sono mai andato; poi ditemi com’è.

Infine, se volete racchiudervi in qualche minuto di preghiera, c’è la sua lapide al Cimitero Comunale di Cesenatico in viale Mazzini (zona Ponente… per intenderci a nord del portocanale). Entrando troverete le indicazioni per raggiugerla ma, vi prego, NO al bieco turismo al cimitero.

Ciao Marco!

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