Tuesday 15 April 2008

Pensiero post-elettorale

Non voglio chiaramente addentrarmi in commenti politici sul risultato delle amministrative... anche perchè a me appassionano di più le elezioni locali, più vicine ai cittadini... i programmi delle alleanze in parlamento spesso virano di anno in anno sulla base dei sondaggi... comunque... vi lascio solo un pensiero prima di andare a dormire.

La nuova maggioranza attuale ha se non erro in programma di eliminare le provincie. Ammesso e non concesso che ce la facciano (vedi l'ultimo referendum delle riforme, che le ha bocciate) a quel punto spero, come ho detto in vari forum, che si faccia allora la Regione Romagna, contrariamente a quanto ho scritto nei post specifici di diversi mesi fa'.

Come dire... aggiungere una nuova sovrastruttura mi sembra inopportuno sotto molti aspetti... ma senza provincie di riferimento per la nostra area, tanto vale avere la Regione Romagna in cambio di queste. Meglio la Regione Romagna, anzichè sottostare alle decisioni centralizzate di Bologna anche per ciò che viene oggi deciso a Forlì, Rimini o Ravenna... dipendere ancora di più da Bologna è un incubo che vorrei non si materializzasse mai...


Foto di Gianluca Braschi

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Thursday 27 March 2008

Il Tribunato di Romagna

Per conoscere il perchè di ciò che ci circonda a volte basta solo essere un po' curiosi e concedersi magari qualche minuto di cazzeggio. Ad esempio, sapete perchè il molo di levante di Cesenatico è più lungo di quello di ponente? Ecco la risposta:

La rivista "Corrispondenza scientifica in Roma - Bollettino Universale", del 31 luglio 1848, riporta un articolo intitolato: "Cenni sul litorale Adriatico Pontificio", per esso intendendo tutta la costa compresa tra i fiumi Po e Tronto. L'articolo, non firmato, cosi riporta:

"(...) I moli destri dei porti di Ravenna, Cervia, di Cesenatico, e cosi anche di Rimini e di Riccione, si protraggono per entro il mare ad assai maggiore distanza che non il sinistro, e ciò appunto per premunire l'imboccatura di essi porti dai venti burrascosi dello scirocco e del levante. (...)"

Ho copiato questo estratto dalla rivista "E' Zòch", periodico ufficiale del Tribunato di Romagna disponibile anche online in tutte le sue attuali venti e passa pubblicazioni. E proprio di quello nato come Tribunato dei Vini di Romagna, e successivamente denominato poi semplicemente Tribunato di Romagna, che oggi vorrei parlare. Ammetto di essere in fallo: avevo preso contatto con loro via email per avere più informazioni e mi avevano quindi invitato (sulla fiducia, dato che non mi conoscono) ad assistere ad un loro incontro... al quale non sono però poi potuto andare.

Com'è nato il Tribunato lo voglio dire tramite parole loro:
"In una mattinata dell'estate 1966 una modesta Fiat targa RA si era fermata davanti alla Colonna dell'Ospitalità di Bertinoro, affiancando un'Alfa Romeo (...). I piloti delle due auto, scesi, si strinsero la mano. Fu un incontro che si può definire storico anche se non fatale come quello di Teano. Non erano Vittorio Emanuele Il e Garibaldi, ma Alteo Dolcini nella foto a destra e Max David, nella foto, a sinistra. Due uomini ugualmente innamorati della loro terra. L'incontro fu per la Romagna quasi altrettanto importante perché da quella stretta di mano nacque il Tribunato dei Vini di Romagna.(...)"

Lo scopo del Tribunato di Romagna, un'associazione ONLUS nata inizialmente per tutelare i vini nostrani, si è esteso fino a diventare quello di affermare, salvaguardare e valorizzare il patrimonio culturale e tradizionale Romagnolo.

Qualcuno potrebbe averli anche già visti di tanto in tanto facendo zapping serale su di una emittente locale, dove organizzano puntate per parlare delle eccellenze della Romagna. Un mantello con colletto di simil-ermellino e una grande collana a blocchetti sono le insegne tipiche dei membri del Tribunato (ossia dei Tribuni). A capo dell'associazione (chiamato Primo Tribuno) è il Sen.Lorenzo Cappelli e fa parte del Consiglio Direttivo (chiamato Presidium) anche il Sen.Stefano Servadei; è quindi magari facile intuire un collegamento tra quest'associazione ed il M.A.R.... il tutto salvo aggiornamenti non comunicati online... è da un po' che seguo questo sito... ed è sempre uguale...

Quindi, detto schiettamente, il sito non è aggiornatissimo... non so nemmeno che peso "politico" o culturale abbia il Tribunato... nè che su che forza di iscritti possa contare... però di per sè tutti i numeri del loro periodico, nonchè i loro scritti, sono una risorsa on-line gratuita molto interessante... un prezioso patrimonio per tutti gli amanti dell'argomento "Romagna".


Foto di Tinapica71

P.s.: appello a tutti i blogger e amministratori di forum Romagnoli... ci sono delle discussioni in corso sul forum di Romagna.it che potrebbero interessare anche voi...

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Wednesday 06 February 2008

Feste e ciccia

Scrivo giusto un messaggio di presenza per non lasciare troppo solo il blog... in questo giorno ho passato le serate tra feste di paese per il Carnevale... con mio figlio vestito tutto a puntino col suo costume... tra i dolci della nonna (cioè... di mia mamma... che adesso è "la nonna"...)... dolci della suocera... dolci alle feste... dolci ovunque... insomma... con la pancia piena e qualche serata per staccare e dimenticarci che mancano ancora ben 2 giorni lavorativi al week end, non ho trovato di meglio che questo "must" 100% Romagnolo da postarvi per questi giorni di festa (oramai andati)... da notare l'abbigliamento di Raul Casadei di questa copertina che credo risalga agli anni '70 o giù di lì...

alt : http://www.youtube.com/v/hPyH5nUegQw&rel=1
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Wednesday 02 January 2008

Il bacio tra uomini no

No... non sono qui oggi a fare un post sul tema omosessuale... prendo invece spunto dalle feste in corso per parlare di un'abitudine culturale Romagnola che è bene sapere quando si venga in Riviera, e soprattutto a Cesenatico. Dico soprattutto Cesenatico perchè... come dire... io parlo principalmente delle abitudini della zona... magari a Imola non è così... magari a Cattolica non è così... nel Ravennate non è così... non lo so con certezza...

Cesenatico è nell'area Romagnola più distante dalle altre culture... 50 km dal Reno, confine a nord Romanolo... 50 km dal promontorio di Focara, confine a sud Romagnolo... 80 km dal fiume Sillaro, confine a est Romagnolo... insomma... se cerchi di addentrarti il più possibile in Romagna, ti ritrovi a Cesenatico.

Ma torniamo a noi! In questi giorni di festa si è soliti scambiarsi gli auguri... baci e abbracci... ed è buffo vedere il comportamento di un Romagnolo quando deve scambiare gli auguri con un non-Romagnolo. Il Romagnolo allunga la mano... tiene un pelo di distanza... cerca di capire se il non-Romagnolo si sta avvicinando per i 2 o 3 baci sulla guancia... spera che questo si accontenti della mano... ma sa che nelle altre regioni non è sempre così... e infatti quando invece l'altro si avvicina, gli tocca avvicinarsi pure lui a scambiare i fatidici baci, trattenendo per un attimo il voltastomaco.

Questo è il punto: in Romagna, o almeno dalle mie parti, non c'è l'abitudine di scambiarsi baci sulle guance tra uomini... tra donna e donna sì... tra uomo e donna sì... ma tra uomo e uomo assolutamente no! Tuttavia ho notato come in tutte le altre regioni d'Italia, specie in età più adulta, sia normale baciarsi anche tra uomini (un po' meno tra giovani).

Penso di interpretare il pensiero dei Cesenaticensi portando a giustificazione il fatto che fare barba contro barba non è piacevolissimo... o che, anche se sbarbati, il contatto ravvicinato pelle a pelle non è dei più gradevoli con uno dello stesso sesso... oppure... insomma... sappiatelo... turisti di sesso maschile che venite a Cesenatico a passare le vacanze... avete tutta la nostra ospitalità... tutta la nostra cortesia... tutta la nostra allegria... ma il bacio tra uomini non si usa... quindi salutateci con una bella stretta di mano, che tanto è il pensiero che conta, e basta e avanza. Al massimo, tra amici di vecchia data, è consentito un abbraccio.


Foto di Gdavide9

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Friday 23 November 2007

L'udòur d'la ca'

Un chilo di farina impastata con un po' d'acqua o latte, un poco di bicarbonato, 200gr di strutto (o qualche cucchiaio di olio di oliva per chi non ce l'ha) e un pizzico di sale. Impastate tutto energicamente e con un bel mattarello spianate ben bene aggiungendo farina per non farla attaccare. Rendetela sottile e mettetela su di una teglia a cuocere, sforchettando qua e là. Cos'è? Ovviamente la piadina! Credo fosse Pascoli che la definiva l'udòur d'la ca' (il profumo della casa).

Ogni tanto cerco di farvi uscire dai confini di Cesenatico per fare un bel giro, magari durante una giornata uggiosa, a scoprire qualche cosa di caratteristico della nostra bella Romagna. E in questo momento sto pensando a Montetiffi, piccolo paesino nella vallata del fime Uso. Qui sopravvive ancora una antica tradizione di tegliai, ossia di produttori di teglie in terracotta. Le teglie, dette anche testi, sono dei dischi ricavati dall'argilla della zona e modellati sapientemente al fine di creare il giusto spessore per garantire alla piadina che vi verrà adagiata una cottura nè eccessiva, nè troppo debole. Insomma, la trasmissione di una temperatura eccellente.

La tradizione ha portato fino a noi, a quanto ne so, solo due stirpi di tegliai. I primi si riconoscono per la forma perfettamente circolare delle teglie, mentre i secondi si caratterizzano per la presenza di 4 sporgenze appuntite sul bordo della stessa forma circolare.

Cuocere una piadina sulla teglia di terracotta significa innanzitutto avere pazienza perchè, al pari della cottura nelle pignatte di coccio, ci vuol più tempo da impiegare innanzitutto nel riscaldamento dei contenitori stessi. Ma soprattutto significa assaggiare un cibo povero nella sua fragranza e nel suo sapore più tradizionale; come una volta.

Direte voi: come mai un post sulla cottura della piadina? Presto detto: ho lasciato troppo a lungo la teglia di metallo sul fuoco e quando vi ho appoggiato la piadina l'ho praticamente sbruciacchiata.

Un'ultima nota di colore. Una volta ho chiesto a mia nonna se considerasse la piadina più buona quando fatta sulla teglia di terracotta, per garantire il sapore di una volta. La risposta? "Mo' sé... s'ùt che sìpa... una vòlta l'impurtènt l'èra havèjl da magnè..." (Traduz: "Ma si... cosa vuoi che sia... una volta l'importante era più che altro averlo qualcosa da mangiare..."). Lampante.


Foto di Andrea Guglielmi

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Sunday 21 October 2007

I Caplèt

Stavo guardando "Mela Verde", il Linea Verde tarocco di Rete4... quando mi è sorta spontanea una nota di indignazione... tema: i cappelletti. Da quando andavo in giro coi calzoni corti, una differenza culinaria rigorosissima che divideva l'Emilia dalla Romagna era il nome dato alla pasta ripiena a forma di ombelico... in Romagna capelletti (Caplèt)... in Emilia tortellini (turtlèin).

Cosa ti sento invece? "Come si fanno i cappelletti"... dico io... haa che bello... un pastificio locale? Di dove saranno?... "...il cappelletto emiliano.."... cappelletto emiliano????... e ti vedo dei tortellini piccolissimi... tra l'altro FATTI A MACCHINA E CHIUSI A MACCHINA!!!!! Orrore!!! Gli concedo il beneficio di averli chiamati cappelletti emiliani... specificando emiliani... a intendere che non sono Romagnoli!

Cari turisti! Non vi fate abbindolare da questo servizio!! In Romagna, quando parli dei Caplèt, intendiamo solo ed esclusivamente un prodotto così composto:

- innanzitutto non sono degli sgorbi così piccoli ma sono dei signori Cappelletti... belli grossi... grandi... belli ripieni;
- i Caplèt tradizionali sono ripieni di mix di formaggi, in particolare con la presenza del formaggio di fossa;
- i Caplèt NON si fanno in fabbrica. NON ESISTE. O si trovano in un pastificio artigianale, o vi vengono offerti da un'azdòra locale;
- a rafforzare quanto sopra, la sfoglia dei Caplèt è "tirata"col mattarello in legno, che rende la superficie porosa e ideale per lasciarsi appiccicare dal ragù o intingersi nel brodo di gallina;

QUINDI! Se in un negozio troverete un pacco di "cappelletti" confezionati, attenzione! Non sono cappelletti Romagnoli... e se scrivono "Romagnoli", vi stanno fregando. Il cappelletto Romagnolo è solo ed esclusivamente fatto in casa.

Posted by Cesenatico at 12:45:17 | Permanent Link | Comments (1) |

Sunday 14 October 2007

Il forum Romagnolo che cresce

Avevo scritto pochi giorni fa' dell'importanza del "fare gruppo" tra i siti di interesse affini in rete, che siano blog, forum o similari del web 2.0. Oggi voglio riproporre, perchè il link già lo avevo messo qui a lato, il forum di Romagna.it che passo dopo passo comincia a diventare una community spontaneamente viva, e ne sono compiaciuto.

Per i Cesenaticensi, che troveranno tra l'altro alcuni "topic" riguardanti la città (vabè... topic vuol dire "discussione" nel gergo dei forum... parliamo come mangiamo, va là...)... dicevo... potete dirigervi direttamente alla sezione del forum relativo alla provincia di Forlì-Cesena.

Dai, che la community Romagnola cresce!

 

Posted by Cesenatico at 12:41:20 | Permanent Link | Comments (0) |

Saturday 11 August 2007

Palinsesti Romagnoli

Ma avete presente quando uno è a corto di idee? 'Sta pioggia del cavolo ha limitato abbastanza i miei giretti in zona... pure il mare, dove speravo di andare oggi pomeriggio, mi è saltato... ma che due maroni... vabè che di solito a ferragosto pioveva sempre... mo adesso si esagera... speriamo che da domani torni il sole.

Comunque! Dato che come d'abitudine qualche cazzata di cui parlare ce l'ho sempre, oggi anzichè fare riferimento a Cesenatico faccio riferimento alla Romagna. Tempo fa' vi avevo parlato dei giornali locali, oggi vi parlo delle TV locali; non che di TV io ne guardi tantissima... ma quando non c'ho proprio un cazzo da fare allora mi stravacco sul divano e faccio ginnastica alle dita col telecomando. Ai turisti non fregherà nulla (e forse pure ai Romagnoli...) ma pazienza. in particolare vorrei soffermarmi su alcune trasmissioni che seguo spesso... cioè... spesso... dai... quando posso. Tranquilli... niente liscio ora pranzo e niente cartomanzie.

Buongiorno Romagna - Questa trasmissione è utile per risparmiarvi ben 3 euri di giornali locali dato che dalle 7:00 alle 9:00, tutti i giorni, su Videoregione c'è un tizio che legge i giornali in diretta... mi sta un po' sui maroni quando a volte, dopo la cronaca di Cesena, salta a piè pari Cesenatico... ma, se lo guardate tutto, di Cesenatico si parla su almeno un quotidiano. Viene pure letta la cronaca nazionale e qualche rivista del menga tipo Panorama o L'Espresso.

L'edicola - E' l'alter-ego di Buongiorno Romagna su Teleromagna. C'è un tizio coi capelli bianchi che conduce e commenta, alternato da quello che credo sia suo figlio... (bho... un po' ci somiglia...). C'è dalle 7:30 alle 10:30 ma se volete ascoltare le notizie di Cesenatico è meglio che accendiate la TV abbastanza presto.

Salotto Blu - Ecco... dopo le letture dei quotidiani questa è una delle trasmissioni che preferisco. Condotta da Mario Russomanno in modo molto equilibrata, ospita ogni sera un protagonista Romagnolo; deputati, consiglieri regionali, presidenti di provincia, sindaci, presidenti di enti pubblici. Le domande non sono idiote come quelle di Porta a Porta ed è utilissimo per capire la Romagna di oggi; ogni tanto ci sono anche personaggi Cesenaticensi. Va in onda su Videoregione tutte le sere dalle 23:00 alle 23:30 e in replica dalle 14:00 alle 14:30.

M.A.R. - Una trasmissione che guardo più raramente, ma che ogni tanto guardo, è quella condotta dall'Avv.Riccardo Chiesa sull'autonomia della Regione Romagna. C'è ogni martedì sera dalle 20:30 alle 22:00 (anche se non so se in questi mesi estivi sia in onda...). Utilissimo per capire le ragioni della nostra parte di regione... anche se spesso gli interventi telefonici sfondano la soglia della banalità.

Pizzocchi & Giacobazzi - Ultima ma non ultima, vi propongo una trasmissione non televisiva ma radiofonica. Sto parlando dei mitici Duilio Pizzocchi e Giuseppe Giacobazzi che tutti i giorni alle 16:20 su Radio Italia Anni '60 intrattengono gli ascoltatori per 15 minuti con i loro commenti sulle notizie più assurde della giornata (in replica alle 19:20); dalle nostre parti si eccano sui 95.200 Hz o sugli 87.700 Hz.

Questo è quanto... altro sulle TV locali solitamente non guardo... ma soprattutto se siete arrivati a leggere il post fino a qui significa che in questi minuti anche voi proprio non c'avevate un cazzo da fare... quindi bene o male anche questo post ha svolto il suo ruolo.

 

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Sunday 29 July 2007

Regione Romagna (parte 2°)

Chi ha letto il post di ieri conosce le ragioni percui sono contrario all'istituzione della Regione Romagna. Ma essere contrari all'istituzione di una nuova Regione non significa essere con chi non vorrebbe cambiare nulla. Ecco allora la definizione che mi sta più a cuore: io sono innanzitutto per il riconoscimento della Romagna. Cosa significa in soldoni? Nulla di filosofico o di campato in aria. Significa solo che vorrei chiedere con forza alla Regione E-R prima di tutto di riconoscere ufficialmente i territori che fanno parte della Romagna ossia le provicie di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini ed il comprensorio di Imola fino al fiume Sillaro. Se poi si volesse fare un riconoscimento ancora più completo, spererei in un documento interregionale tra Emilia-Romagna, Toscana e Marche che includa anche il Montefeltro e i comuni costieri marchigiani fino al promontorio di Focara (la Romagna marchigiana, insomma...) e la zona più o meno attorno a Marradi (la Romagna toscana, insomma...). A quel punto la definizione di Romagna sarebbe completa e definitiva.

A cosa servirebbe? Innanzitutto l'ufficialità del riconoscimento darebbe più forza al valore del termine "Romagnolo" in qualunque contesto usato, cibi e produzioni agricole in primis. Se vuoi vendere la "Piadina Romagnola" preconfezionata non puoi farla a Canicattì, con la farina di Canicattì e lo strutto dei maiali di Canicattì. Non parliamo poi dei vini di Romagna. Per i cibi, diciamolo, ci sono già strumenti ufficiali come l'I.G.P., il D.O.C. e compagnia bella. Non sarebbe male, però, definire una volta per tutte ed ufficialmente cosa è Romagna e cosa non lo è. Insomma... un riconoscimento territoriale ufficiale che valga universalmente per qualsiasi contesto in cui si voglia indicare qualcosa di Romagnolo. Ma, con l'occasione, anche un pretesto per affermare con forza che Imola è Romagna e Bologna non lo è, dato che qualcuno a volte si fa venire il dubbio (tipo Italo Cucci). A quel punto, ma questo invece sarebbe solo un vezzo, mi piacerebbe cambiare il nome di "Regione Emilia-Romagna" in "Regione Emilia e Romagna".

Tutte qui le ragioni? Assolutamente no! Da tempo si parla di razionalizzare le istituzioni locali. Sono stati introdotti strumenti come le Comunità Montane e le Aree Metropolitane ma ancora oggi il dibattito è aperto in quanto questi non sembrano soddisfare ancora appieno le esigenze di snellezza e di razionalizzazione del governo locale, pure constatando che le seconde, a dirla tutta, non sono ancora partite. C'è poi da aggiungere che il dibattito è aperto anche sulle provincie, che in tantissimi hanno ancora in mente di abolire. C'era chi aveva proposto per la Romagna l'istituzione di un'Area Metropolitana; tuttavia questo strumento è stato più pensato per grandi concentrazioni cittadine che per aree vaste come la Romagna. E proprio stamattina, leggendo la Voce al bar, ho ritrovato la proposta di fondere le tre province Romagnole in un'unica grande provincia. Non so quanto questo sia fattibile; lo dico principalmente pensando ai cugini Riminesi che da pochi decenni hanno la loro provincia indipendente e che non credo vorranno tornare indietro così facilmente.

Insomma; nessuno ha la palla di cristallo per sapere quali strumenti governativi verranno approvati (se verranno approvati) per sostituire le provincie o, chissà, le regioni. Ma due punti essenziali vorrei che fossero definiti:

- per il momento riconosciamo ufficialmente il territorio della Romagna, operazione comunque in sè utile; se domani verrà istituito un nuovo strumento governativo costituzionale, saremo pronti per accoglierlo sulla nostra area che avremo già definito nel dettaglio;
- fino ad allora cerchiamo di votare in regione solo consiglieri locali che abbiano sinceramente a cuore i problemi della Romagna e che difendano strenuamente le risorse che ci spettano. Votate per il partito che vi pare, ma SCRIVETECI SOPRA ANCHE IL NOME DI UN CONSIGLIERE ROMAGNOLISTA CONVINTO.

 

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Saturday 28 July 2007

Regione Romagna (parte 1°)

Sto per scrivere uno dei post più difficili perchè vorrei parlarvi della mia posizione sulla Romagna quale potenziale regione autonoma. Beneinteso che potrebbe non fregarvene nulla (non della Regione Romagna... o anche... ma intendevo che potrebbe non fregarvene nulla della mia posizione a riguardo); tuttavia devo cercare di evitare di fare politica in un post in cui gran parte delle fazioni politiche hanno preso posizione chiara e nota da tempo. Farò del mio meglio... vi prego solo di non accostarmi a questo o a quel partito perchè sarebbe inopportuno... (oddio... anch'io voto come tutti... ma non è questo il blog per palesare le mie idee... e mi ritengo comunque libero di cambiare idea se non sono soddisfatto in merito alla linea seguita da un partito).

Innanzitutto, prima di farmi un'idea, mi ero documentato un po'; oltre ad essere appassionato di letture in merito alla cultura e alla storia Romagnola (Cesenaticense in particolare) sono andato ad approfondire alcuni testi del M.A.R. (Movimento per l'Autonomia della Romagna) ed in particolare quelli del suo fondatore, l'On.Servadei. Tra tutti posso segnalare il più completo: si chiama "Regione Romagna perchè" ed è un libro-intervista molto completo e molto scorrevole da leggere. Una copia è disponibile anche presso la biblioteca comunale di Cesenatico.

Ma arriviamo al dunque: cosa ne penso a riguardo? Se volessi darvi una risposta brusca e incompleta vi direi semplicemente che sono contrario all'istituzione della Regione Romagna. La mia parte "sognatrice" mi direbbe che:

- la Romagna è un'unità culturale molto forte, quindi la giustificazione storica ci sarebbe;
- la Romagna sarebbe già da tempo dovuta essere regione autonoma, non fosse stato per le decisioni post-unificazione d'Italia; è stata annessa all'Emilia per volere del Re in quanto troppo repubblicana mentre quest'ultima era monarchica. Per tenerci a bada insomma... un presupposto storico che oggi non avrebbe senso di tenerci uniti;
- i dati riportati dall'On.Servadei (che però prendo semplicemente in fiducia...) mostrano che a fronte di un milione di residenti nelle provincie Romagnole (su quattro milioni in totale), le risorse della Regione E-R sono da sempre ripartite sulla nostra zona meno che proporzionalmente rispetto al quarto che ci spetterebbe. Insomma: pare che la zona emiliana sia favorita;
- il turismo balneare, ricchezza primaria della nostra area, pare (pare...) sia stato sempre poco supportato dalla Regione in proporzione all'importanza che riveste;
- delle vie di comunicazione non parliamo. Anche solo se nomino l'E45, ma soprattutto se nomino la Romea, credo che gli operatori turistici vorrebbero stendere un velo pietoso. Tutto il nostro traffico turistico passa da anni per quell'intaso di auto che sono le autostrade di Bologna. E tutti gli anni si dice che si farà qualcosa. E tutti gli anni sembra stia per partire l'autostrada Mestre-Ravenna o una superstrada decente. E tutti gli anni sembra stia per risolversi il problema E45. (...e tutti gli anni non cambia nulla).

Vabè... mi fermo qui... avete capito. Se non avete capito, leggetevi il libro che è molto più chiaro e dettagliato di me. Allora, direte voi, come mai sono contrario alla Regione Romagna? Perchè la mia parte "razionale" mi dice anche che:

- ci sono tante altre unità culturali in Italia inserite presso varie regioni... se in Romagna siamo 1 milione... si potrebbe rischiare la deriva regionalista costituendo 50 o 60 regioni italiane. Un'esagerazione, a mio avviso... ma è la meno... (potrei anche dire chissenefrega... occupiamoci dei nostri problemi... non di quelli degli altri);
- una nuova regione crea innanzitutto nuovi costi tipo il raddoppiamento di tutti gli uffici regionali e di tutti gli enti regionali (ARPA e compagnia bella) e soprattutto crea costi di transizione... tutta una nuova macchina pubblica da mettere a punto... già ce ne sono abbastanza oggi di lentezze, burocrazie ed inefficienze... se poi dovessimo ricominciare da capo non oso pensare quanti anni ci vorrebbero per stabilizzare questo nuovo "bisonte" pubblico; tutti questi costi andrebbero poi pagati da noi. Tuttavia magari si sarebbe rischiato di pensare lo stesso per la neo-provincia di Rimini... (non so come siano andati i primi anni di rodaggio)... oggi credo che i Riminesi siano contenti della loro autonomia;
- ULTIMO, MA NON ULTIMO: se i consiglieri regionali Romagnoli, indipendentemente dalle tessere di partito, non sanno difendere la Romagna e ciò che gli spetta di fronte ad una regione in cui rappresenta 1/4 della popolazione, e che tra l'altro ha da tempo un presidente Romagnolo, come possiamo pensare che difenderebbero i nostri diritti quando anzichè pesare per 1/4, peseremmo per 1/50 nei confronti dello stato? Qui ci sarebbe più che altro da votare in regione gente che abbia apertamente a cuore e difenda allo strenuo le necessità della Romagna, in barba pure ad eventuali ordini dei partiti (...e già qualcosa si è mosso, fortunatamente...);

Ho questi due elenchi sui piatti della bilancia. Ogni tanto il piatto delle ragioni sognatrici prende il sopravvento... ma nella grande maggioranza dei casi è il piatto razionale ad avere la meglio. E' fin troppo banale dire che i Romagnoli sarebbero gli unici a dover decidere; col cuore o con la ragione, quello che fosse il verdetto delle urne sarebbe quello da seguire. Ma penso che passerà molto tempo prima che una nuova riforma costituzionale riproponga la questione.

Quindi? Finito qui? No alla Regione Romagna, punto e basta? Assolutamente no!! Però questo post si è fatto già troppo lungo... finisco di mettere a punto la 2° parte del discorso e ve la pubblico domani...

 

Posted by Cesenatico at 14:49:10 | Permanent Link | Comments (0) |
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